Pulvis Et Umbra nasce a Cremona dal chitarrista Damy Mojitodka dopo lo scioglimento della band Phoneuria. La prima release della band è datata 2006 ed, i Pulvis Et Umbra sono stati fortemente influenzati da artisti come Opeth, Anathema, Paradise Lost e Ministry. Nel 2017, dopo la pubblicazione nel 2007 dell’Ep “Pure Longobard Noize”, dei due full-lenght “Reaching The End” (2010) e “Implosion Of Pain” (2014) Damy entra in studio per iniziare le registrazioni del nuovo EP “I Am Nature” che vedrà la luce nel 2019: concept album in cui si concentra la vendetta di madre natura contro l’umanità. La copertina è solo l’anticamera figurativa del mondo di Damy e in questa intervista ci racconta la sua storia e le proprie impressioni artistiche.

-Intervista a cura di Sara “Shifter” Pellucchi-
Ciao Damy e benvenuto su Art Over Covers, parlarci un po’ di come è nato il tuo progetto musicale
Ciao il progetto Pulvis Et Umbra nacque verso la fine del 2002 dopo lo scioglimento dei Phoneutria (una band death metal in cui ero chitarrista). Decisi quindi di iniziare una mia band il cui moniker iniziale era Sigh No More (in omaggio all’album dei Gammaray) in quanto ero fortemente influenzato dalla scena heavy/power e hard rock anni ’80. Tutto cambiò quando acquistai “Colony” degli In Flames, “Mallaeus Maleficarum” dei Pestilence ed “Hatebreeder” dei Children of Bodom. Ebbi una specie di “illuminazione” musicale dopodiché (oltre a cambiare nome alla band) ci fu un susseguirsi di cambi line up dal 2007 al 2011 finchè dal 2013 in poi divenne una one man band con l’appoggio di turnisti esterni (Riccardo Grechi, Mirko Costa, Giulio Capitelli e Francesco Garatti) per live prevalentemente internazionali. Discograficamente il progetto Pulvis Et Umbra ha all’attivo tre Ep e tre album oltre allo split Ep con i Decranited che uscirà in autunno e al quarto disco in uscita il prossimo anno.

Quant’è importante secondo te l’immagine per la tua musica?
Personalmente non lo è mai stata; ognuno quando ascolta una canzone prova sensazioni differenti che portano anche ad “immagini” differenti (ricordi, pensieri o quant’altro la mente associa in quel frangente). È anche vero che trattandosi di un genere non diffuso in radio come i brani pop l’immagine (specialmente nei video teaser o nei post su instagram) oggigiorno è un fattore che indubbiamente fa la differenza. Personalmente posso solo dire che l’unica immagine che per me resterà sempre associata alla musica è la copertina di un disco ed il merchandise delle band che seguo.

Puoi descriverci la copertina del tuo ultimo Ep “I Am Nature”?
“I Am Nature” contiene 4 brani più un intro. Tornando alla copertina, tecnicamente parlando è un file .tif di 12 MB avente misure 1772×1772 pixel hahaha. Scherzi a parte, è un artwork realizzato da un artista italiano (Fabio Spinelli) e ho semplicemente pensato che era quanto stavo cercando per il mio concept.So che hai trovato questa foto sulla pagina Instagram di Fabio Spinelli, com’è stato mettersi in contatto con lui e quindi la collaborazione per la elaborazione della cover?
Fabio si è dimostrato da subito molto disponibile. Spesso gli artisti sono un po’ “gelosi” delle proprie opere quando magari chiedi di dividere i layout della grafica. Io gli chiesi di farmi avere due versioni dell’artwork in quanto dovendo realizzare un lyric video volevamo valutare l’animazione della cascata pertanto ci servivano due grafiche differenti. Fabio mi ha mandato il tutto senza problemi, inoltre sapere che anche lui è musicista ha ulteriormente semplificato i contatti.

L’immagine rispecchia l’intento del concept del disco che si riferisce alla vendetta di madre natura contro l’umanità. La front cover rappresenta l’ultima acqua potabile che sgorga da una fonte esterna, quindi partiamo già dal presupposto che ormai è stata esaurita tutta la scorta di acqua dall’uomo oppure che è stata trovata un’alternativa? Il messaggio quindi è di rassegnazione o speranza in nuovi pianeti e tecnologie di ricerca?
Un presupposto spesso può corrispondere ad un pregiudizio e non è questo il caso; il messaggio è semplicemente di guardar dentro di sé domandandosi davvero cosa stiamo facendo per ridurre gli sprechi; c’è e ci sarà sempre chi ha troppo e chi non ha nulla. L’anno scorso ad esempio ero in Sud Africa e Città del Capo stava rischiando il blocco idrico. Onestamente l’unica alternativa a cui penso è un mondo senza esseri umani in quanto siamo stati, siamo tuttora e saremo l’unica vera piaga del pianeta. Riguardo la speranza di pianeti e tecnologie di ricerca spero vivamente che non inizieremo a rovinare anche altri pianeti dato che già con satelliti ed altro abbiamo già iniziato a trasformare l’orbita terrestre in un deposito per rottami.

Il paesaggio che si vede sotto la nuova sorgente è un lago che esiste realmente?
Bella domanda dovrei chiedere a Fabio (magari è il lago di Bodom)

È corretta la correlazione con i lungometraggi “Interstellar” o “Prometheus” o anche “Wall-E”?
Onestamente non trovo alcuna correlazione ma avendo visto tutti e tre i film che hai citato posso solo dirti che mi sono piaciuti in ordine: “Interstellar”, “Wall-E” e “Prometheus”

Il tema dell’inquinamento da plastica e lo spreco di risorse naturali è ormai di globale diffusione, il tuo intento con questa cover e con la tua musica è sensibilizzare gli ascoltatori ulteriormente su questi problemi?
Ti confesso che se da una parte il singolo di “I Am Nature” ha ricevuto buoni riscontri dalle persone non credo possa arrivare al punto di sensibilizzare una popolazione mondiale (neanche spendendo migliaia di euro in campagne AD su youtube etc). Quanto riporti sull’inquinamento oggi è un fenomeno mediatico e nulla di più, se prendi tutte le singole persone che manifestano per salvare l’ambiente (salvo forse un 20%) a parte mobilitarsi per parlare in TV sono persone che concretamente non fanno nulla, continuano ad utilizzare cellulari e spostarsi magari con auto elettriche senza sapere che smaltire batterie equivale ad alti costi di stoccaggio ad hoc trattandosi di un rifiuto tossico per l’ambiente. Se questa diffusione globale fosse coerente con quanto afferma saremmo tutti in giro in bicicletta indossando solo capi in cotone organico, razionalizzando l’utilizzo dell’acqua, investendo (come in Inghilterra e Olanda) per il riutilizzo della plastica in sostituzione del catrame quando il manto stradale viene asfaltato e mi fermo qui perché potrei continuare all’infinito hahaha. Tornando alla musica posso solo aggiungere che il singolo “I Am Nature” è un qualcosa che sentivo di dover registrare e pubblicare, Madre Natura non ha mai avuto bisogno di aiuto per proliferare; gli Tsunami , terremoti ed altri eventi “catastrofici non monitorabili” è solo il suo modo di avvisarci che abbiamo ormai esagerato da decenni e la sua pazienza ormai è finita.

Che cosa vuoi trasmettere attraverso le immagini dell’artwork e con i tuoi video?
Voglio solo romper le scatole per far ascoltare i miei brani ed invitare tutti a contattarmi via Fb sulla pagina facebook.com/pulvisetumbraofficial per ricevere gratuitamente la loro copia digitale del disco.

Puoi raccontarci il significato del tuo moniker Pulvis et Umbra?
Certo, il moniker deriva da una citazione di Orazio. Inizialmente avevo valutato di convertirlo nella forma inglese ma Dust and Shadow non mi suonava bene, pertanto decisi di mantenere il latino e lavorare sul logo.
Ti è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover? Se sì quale?
Sì, “Ride The Lightning” dei Metallica, “Fear Of The Dark” degli Iron Maiden e “Practice What You Preach” dei Testament.
Il tuo colore preferito e perché
Verde e blu perché li associo ai prati verdi e al cielo limpido.

Quali sono secondo te le copertine migliori finora disegnate di altri artisti?
Sono davvero troppe da citare una sola risposta, cito piuttosto alcuni nomi di artisti che han realizzato artwork di band come Helloween, Iron Maiden, Born Of Osiris, As I Lay Dying e molti altri (Uwe Karczewski, Derek Riggs, Cameron Gray, Metastazis, Moonring Design).Un artista preferito per le copertine con cui ti piacerebbe lavorare in futuro.
Attualmente cito Marcela Bolivar, un artista sudamericana che ho scoperto qualche mese fa ; la copertina del disco in uscita l’anno prossimo sarà un suo lavoro, ma non posso ancora svelare nulla.
I tuoi artisti preferiti o fotografi
Non essendo un fotografo rispondo solo sul lato artistico e cito su tutti Salvador Dalì.

Libertà di espressione, dicci pure qualcosa che tu abbia voglia di comunicarci!
Ringrazio Art Over Covers per l’intervista e vi aspetto tutti su Fb per mandarvi la copia gratuita di “I Am Nature”. Musica gratis con un click, vi aspetto. Damy – https://facebook.com/pulvisetumbraofficial.