Anno d’uscita: 1994
Sito web: https://theprodigy.com/
Correva l’anno 1994, i Rave Party non erano ancora diventati un fenomeno di massa ma già l’antipatia verso i beat alti aveva già fatto incazzare il governo britannico, tanto da emanare una restrizione per tutelare l’ordine pubblico vietando concerti con woofer troppo aggressivi.  Ovviamente i giovani The Prodigy non la presero affatto bene, quindi decisero di rappresentare questa ingiustizia artisticamente, facendo combaciare questa frustrazione non solo attraverso nuove canzoni ma anche con un’opera d’arte: la copertina di “Music for the Jilted Generation”.

L’immagine non è stata presa né dal quadro di Munch né dalla saga di “Star Wars”, nella scena in cui Ian Solo viene immerso nella carbonite. Sembrerà strano ma il volto dell’uomo che esce da un liquido argenteo è in realtà tratto dall’insegna di un negozio, sotto suggerimento di Liam Howlett.  La XL Recordings mise in contatto il dj con l’artista Stewart Haygarth, che scattò la fotografia rappresentativa. Un soggetto che grida la sua rabbia prima di essere inghiottito da una soluzione grigia rappresenta proprio la solitudine di questa gioventù contro un sistema sordo, autoritario e privo di sentimenti.

Ma la cosa più particolare di questo artwork la si trova solo aprendo il booklet del full-lenght. Aprendo lo sleeve ci si aspetterebbe di trovare i testi delle canzoni o alcune foto dei The Prodigy, come un qualsiasi libretto del compact-disc, ma invece, ecco spuntare un disegno dell’artista Les Edwards: un giovane hippie intento a tagliare la corda di sostegno di un ponte sospeso sopra un burrone che collega un rave party a una città, con tanto di dito medio sventolato contro la polizia. Un tributo a Woodstock insomma, proiettato nell’anno corrente la release. Gli anni ’90 come gli anni ’60 intrisi di restrizioni e lontani dall’ascolto della gioventù emergente, ma allo stesso modo piena di voglia di ribellione.
Sara “Shifter” Pellucchi