Anno d’uscita: 2009
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Sembra un’ultima cena, un ricco banchetto che nasconde insidie e grotteschi dettagli. La copertina di  “Liebe ist für alle da” nella sua oscura composizione è un’altra opera d’arte del fotografo Eugenio Recuenco, il quale aveva già collaborato col sestetto tedesco nel precedente artwork di “Rosenrot“. L’atmosfera azzurra e glaciale lascia spazio a un interno sotterraneo, una specie di bunker nel quale vivono e banchettano Till Lindemann e soci.

La luce, con riferimenti fortemente caravaggeschi illumina una ragazza distesa su una tavola imbandita. Gli altri volti dei Rammstein sono illuminati frontalmente ma soffusamente, facendo perdere i dettagli dei connotati oscurandoli in parte. La natura morta anche qui è presente come nei dipinti di Michelangelo Merisi, il tributo all’artista è sentitamente evidente e ricorda moltissimo l’opera intitolata “La vocazione di San Matteo“. Anche “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci è un valido parallelismo per la disposizione dei personaggi.
Nella front cover di “Liebe ist für alle da” il cantante si appresta a tagliare il braccio della ragazza mentre gli altri componenti aspettano di poterne assaggiare la carne. Le pose sono davvero singolari e ricche di provocazioni che i Rammstein sanno ben teatralizzare. Lorenz e Schneider sono vestiti elegantemente e hanno le mani sulla cerniera dei pantaloni che stanno per aprire, e guardano il corpo nudo con una cinica fame sessuale, che ben si allontana dalla degustazione papillare. Riedel sta già addentando un panino ripieno. Kruspe ha già affondato i denti di una grossa forchetta in un enorme pezzo di carne fresca (probabilmente è una parte dell’altra ragazza più in carne fotografata all’interno del libretto) e, anziché portarlo alla propria bocca lo offre in pasto a due mostruose teste dai denti acuminati che somigliano moltissimo alla pianta carnivora del film “La Bottega degli Orrori“ del 1986.
In ultimo, seduto alla estrema destra della scena c’è Landers che sta versando il sangue in un bicchiere. La scena è solamente l’ultimo fotogramma della sequenza rappresentata all’interno del booklet. Le fotografie infatti riassumono che cosa è accaduto prima di apparecchiare la tavola, cioè la preparazione. Ogni membro ha avuto un proprio compito come la cattura, la seduzione e la sedazione, l’affilamento delle lame e la costruzione di due enormi bocche metalliche. Il tutto sembra svolgersi all’interno di una nave (forse proprio la Rosenrot che ha risalpato dalle freddissime acque?) perché vi è rappresentato anche del carbone e delle porte metalliche.
Il titolo del disco significa letteralmente “l’amore è lì per tutti“, e diversamente a quanto si possa pensare, il significato dell’opera di Recuenco è assolutamente positivo. La donna sdraiata con gli occhi chiusi simboleggia Venere, la dea dell’amore, di cui tutti possono assaporare il corpo, e assimilare quindi l’inebriante essenza. Di lei non rimarrà più niente se non la testa e un braccio destro come raffigurato nel retro della copertina in cui Lindemann rimane solo a commemorarne i resti.
Sara “Shifter” Pellucchi