-Introduzione e intervista a cura di Sara “Shifter” Pellucchi-
Dal 1995, gli Airborn sono noti per il loro Power Metal veloce e senza compromessi, con solide radici nell’Heavy Metal classico. Nata a Torino, la band ha pubblicato cinque album in studio, una compilation di rarità e un CD + DVD live .  In due decenni di carriera, gli Airborn hanno partecipato a numerosi festival in Europa e supportato giganti del Metal come Iron Savior, Paragon, Masterplan, Freedom Call, Fates Warning e molti altri…  Nel 2018 la band è tornata con il primo capitolo di una trilogia: “Lizard Secrets – Part One”, pubblicato da Spiritual Beast in Asia e da Fighter Records nel resto del mondo. In occasione della loro ultima release, in questa intervista ci parleranno del loro artwork e delle loro tendenze stilistiche!

Ciao ragazzi e benvenuti su Art Over Covers, avete voglia di parlarci un poʼ di come e nato il vostro progetto musicale?

Ciao e grazie per questo spazio e per l’intervista. Noi Airborn siamo nati nel 1995 a Torino e fin dall’inizio abbiamo portato avanti un power metal melodico con elementi fantascientifici nei testi e nelle atmosfere. In oltre vent’anni abbiamo pubblicato cinque album da studio e un live. Recentemente è uscito “Lizard Secrets – Part One” che è il primo volume di una trilogia, la cui seconda parte è in produzione.

Quantʼè importante secondo voi lʼimmagine per la vostra musica?
Nel nostro genere musicale gli artwork sono sempre stati molto importanti per convogliare una certa visione epica e invitare gli appassionati all’ascolto. Per la trilogia di “Lizard Secrets” abbiamo cercato di dare un’impronta ben definita in questo senso che potesse essere riconoscibile sul lungo periodo.

Da cosa deriva il nome Airborn?
Il monicker Airborn nasce addirittura prima della band. L’ispirazione per il nome viene da un brano di Mike Oldfield, mentre la primissima versione del logo è stata disegnata negli anni ‘90 da me, su un Amiga con il meraviglioso programma di grafica Deluxe Paint 4. Negli anni ha subito alcune revisioni minori, fino all’iconica versione “età della pietra”, ad opera del bravissimo Alessandro Blengino, per la copertina del nostro live Dinosaurs. Per la serie Lizard Secrets ha ora un nuovo stile neon, che si adatta all’atmosfera cyberpunk degli artwork.
Potete descriverci la copertina del vostro ultimo full-lenght “Lizard Secrets” e raccontarci come e stata elaborata lʼimmagine con il suo significato?
La copertina rappresenta una scena notturna in una città futuristica di stile cyberpunk. Un uomo lucertola munito di pistola con mirino laser e impermeabile da detective è in primo piano e suggerisce una situazione di azione imminente. Sullo sfondo la vita scorre con auto volanti in movimento, luci e varie figure impegnate nelle loro attività, legali o meno è tutto da scoprire.Per chi non avesse ancora ascoltato il disco… come mai avete deciso di farvi rappresentare graficamente da una lucertola? A prima vista sembra una sorta di giustiziere, un antieroe, alla Jena Plissken.
Credo che tu abbia colto in pieno il senso della lucertola e il riferimento a John Carpenter ci fa piacere, dato che è uno dei nostri registi preferiti e ci ha ispirato spesso in passato. Nei testi delle canzoni non viene mai svelata l’identità dell’uomo lucertola e neppure il suo mestiere: potrebbe essere un investigatore, un cacciatore di taglie o magari persino un criminale. Volevamo lasciare ai nostri fans la possibilità di farsi l’idea che preferiscono, lavorando di fantasia.

Come avete conosciuto Trevor Storey, l’artista che ha firmato la cover? Com’e stata l’esperienza di collaborare con lui?
Ho conosciuto Trevor grazie alla nostra comune passione per il retrogaming, cioè i videogames per computer del passato, nel mio caso principalmente Commodore 64 e Amiga. Trevor che vive a Newcastle, in Inghilterra, ha una lunga carriera nel settore del gaming, avendo collaborato con aziende leggendarie come Team 17, Ocean, US Gold, Acclaim e molte altre. Da alcuni anni si occupa come freelance anche di artwork per libri e CD e i suoi lavori sembravano proprio risuonare con quell’immaginario che avevo in mente, quindi una volta formulato il progetto, mi è sembrata la scelta naturale contattarlo. Il risultato ha confermato pienamente le aspettative. Sia la copertina che le altre immagini per libretto e retro dell’album sono assolutamente perfette e in sintonia con le atmosfere che volevamo creare. Trevor è anche una persona estremamente gradevole e alla mano, con cui è impossibile non andare d’accordo.

“Lizard Secrets – Part One” e il primo disco che farà parte di una trilogia, potete anticiparci qualche curiosità? Avrà lo stesso filo conduttore anche a livello di immagini?
Trevor tornerà sicuramente per Lizard parte 2 e parte 3, anzi buona parte del lavoro è già pronto. Era molto importante che lo stile rimanesse congruente per tutti gli album e sarà proprio così. “Lizard Secrets – Part Two” è in avanzata fase di registrazione e riprenderà musicalmente e artisticamente lo stile della prima parte, con qualche naturale piccola differenza. Possiamo confermare che l’uomo lucertola non ci abbandonerà nella prossima copertina.

Ci avete detto che nell’artwork sono presenti due “easter egg” cinematografici difficili da scovare: un’auto volante Spinner del film “Blade Runner” e la DeLorean di “Ritorno Al Futuro”. Avete citato due cult anni ’80; avete nostalgia dei film usciti in quel decennio?
I due “Easter egg” sono opera di Trevor che, come noi, è appassionato di film anni ’80. Una volta notati, li abbiamo accolti a braccia aperte! Ci piace molto quel cinema, inutile nasconderlo! Ho citato Carpenter prima, ma è chiaro che il nostro immaginario generazionale sarà sempre in debito anche con Lucas, Spielberg, Zemeckis, Donner e tutti i registi di quell’epoca…  Non si tratta solo dell’impatto che hanno avuto sulla cultura popolare, ma anche e soprattutto di un approccio alla creatività che personalmente mi ha sempre ispirato.

Che cosa volete trasmettere attraverso le vostre immagini dellʼartwork e con i vostri video?
Come dicevo, il punto chiave è ricreare per immagini la stessa atmosfera dei brani musicali. Non è detto che debbano per forza rappresentare le parole letteralmente, piuttosto rafforzare il concetto o lo stato d’animo che vogliamo trasmettere con i brani.

Vi è mai capitato di acquistare un disco solo per lʼimmagine della cover? Se si quale?
Mi è capitato con “Silent Reign Of Heroes” dei Molly Hatchet. Aveva un bellissimo disegno epic fantasy di Frank Frazetta. Con mia sorpresa, dato che all’epoca non conoscevo la band, lo stile del disco era southern rock e non epic metal. Un grande album in ogni caso. Ho capito in seguito che questo strano accostamento era una cifra distintiva della band sin dagli albori.
Quali sono secondo voi le copertine migliori finora disegnate di altri artisti?
Difficile nominare le migliori in assoluto… Da un rapido sondaggio nella band, ne diciamo una a testa che ci è piaciuta particolarmente:
Roberto Capucchio: Mr.Big – “Lean Into It” di Bob Defrin
Alessio Perardi: Asia – “Alpha” di Roger Dean
Roberto Gaia: Stratovarius – “Visions” di Andreas Marschall
Domenico Buratti: Def Leppard – “Hysteria” di Andy Airfix
Ci sarebbe un art director con cui vi piacerebbe lavorare in futuro?
Al momento, il nostro sodalizio con Trevor Storey è più solido che mai e ritengo resterà tale per molto tempo a venire. Nell’ambito delle ipotesi, un mio personale sogno nel cassetto sarebbe lavorare un giorno con Oliver Frey, uno di miei artisti preferiti fin da quando ero bambino.

I vostri artisti preferiti o fotografi
Sicuramente artisti come Derek Riggs, Andreas Marshall, Rodney Matthews, Roger Dean o Chris Foss hanno disegnato vere pietre miliari e generato decine di imitatori. Parlando di fotografi, sembra ovvio citare Storm Thorgerson e le sue copertine inquietanti e misteriose. Mi rendo conto di aver fatto citazioni ovvie, ma se certi autori sono molto iconici, c’è un motivo.

Libertà di espressione, diteci pure qualcosa che avete voglia di comunicarci!
Grazie mille per questa chiacchierata su temi che ci stanno a cuore e di cui si parla meno del dovuto.
Per approfondire la nostra musica o l’arte di Trevor Storey, vi lascio qualche link:
http://www.facebook.com/airbornband
http://www.youtube.com/airbornband
http://airborn.bigcartel.com
http://www.facebook.com/TrevorStoreyArt/
http://smilastorey.wixsite.com/trevor-storey