Anno d’uscita: 1972
Sito web: http://www.pfmworld.com/
Il 1972 è stato l’anno che ha segnato a storia del rock italiano e lo ha proiettato a livello internazionale. Il merito va principalmente alla Premiata Forneria Marconi, band conosciuta da tutti con l’acronimo PFM. Cinque giovani musicisti (Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Mauro Pagani, Giorgio Piazza e Flavio Premoli) con tanta voglia di superare il limite allora esistente nella scena rock, riescono all’esordio a comporre un capolavoro destinato a essere il capostipite del progressive italiano: “Storia di un Minuto”.

Sulla copertina del disco appare un’immagine quasi metafisica, come se fosse uscita da una tela di Giorgio De Chirico o Alberto Savinio. Una testa, come fosse un sipario, apre la scena sulla destra, per immergerci in un ambiente rosso che trasuda calore umano. C’è una città, delle nubi e una parete con una finestra, come fossimo in un interno ricreato su un palco teatrale. L’immagine non si limita al fronte del disco, ma prosegue sul retro, dove dei personaggi, bidimensionali come ombre, banchettano a un tavolo di legno. In mezzo alle due scene collegate c’è un albero dai rami tentacolari. È notte e la buia città si perde dietro questo interno, in cui i tre figuri fanno festa.
La fredda città contrapposta è all’amicizia di pochi intimi. A dividere l’insensibilità della moltitudine e il calore degli amici c’è un albero che fa da spartiacque nella vita. Non ci sono parole, solo le iniziali della band disegnate in prospettiva sul fronte e la parola “entrata” nel retro, sulla parete subito dietro il tavolo.

In fin dei conti “Storia di un Minuto” è un concept album che vuole ripercorrere la vita di un uomo comune. Le sette tracce compongono un’opera musicale e teatrale al tempo stesso. La copertina viene scelta dalla PFM dopo un’attenta selezione. Inizialmente disegnata da Marco Damiani, il lavoro viene poi affidato al fotografo Caesar Monti, che in questo caso si limitò ad un ruolo di art director. È Wanda Spinello, pittrice e moglie dello stesso Monti, a eseguire la tela ad olio che soppianta il lavoro di Damiani.

Di Cioccio e Pagani spiegano con parole loro il senso dell’immagine e il perché della scelta: “Una persona in un solo minuto vede la sua vita come potrebbe essere e si estrania, entra in contatto con la parte scura che la opprime. In mezzo, l’albero della vita, che si divide in due rami. Quindi: da un lato la vita grigia di tutti i giorni, dall’altro la vita che potresti avere e che vedi in un minuto. L’intero disco è concepito come un testo unico, molto breve: una storia che in alcune sequenze è raccontata attraverso i testi delle canzoni, in altre rimane solamente scritta“.

Il lavoro della PFM è un capolavoro del rock progressivo e la sua copertina ci aiuta a capire un progetto ostico, che va ascoltato con attenzione per essere capito. L’immagine dà una mano alle note. La “Storia di un Minuto” comprende anche quel minuto che dobbiamo concedere al dipinto di Spinello e Monti: è poetico come le canzoni della Premiata Forneria Marconi.
Leonardo Marzorati