Anno d’uscita: 1983
Sito web: http://www.pinkfloyd.com/
A dispetto del nome Pink Floyd in copertina, si potrebbe asserire invero che “The Final Cut” (Harvest 1983) sia il primo album solista di Roger Waters: si sente la sua indole compositiva e i temi affrontati nei testi, a lui tanto cari. E chiudo subito una parentesi che richiederebbe un capitolo a parte.

Trovo in effetti assai curioso come il minimalismo in copertina si scosti parecchio dalla pienezza della musica. Ma probabilmente non è un caso, se pure i The Albion Band uscirono con una copertina tanto spoglia da entrare in dicotomia con la loro musica piena e calda, classico folk rock britannico, in “Light Shining” (Albino 1982). Parrebbe tra l’altro tipicamente inglese la scelta minimale, come gli Au Pairs di Birmingham ed il loro “Sense and Sensuality” (Kamera 1982), energico New Wave con la voce stupenda di Lesley Woods.
In realtà, “The Final Cut” racchiude molti dettagli difficilmente riconoscibili, colori alterati o parzialmente nascosti.  Come per le composizioni, pure la parte grafica è idea di Waters, incentrata ovviamente sulla simbologia militare, destinata molte volte ai caduti.

Nella parte alta della copertina a sinistra del titolo, si può scorgere quello che dovrebbe essere un “Remembrance Poppy”, ovvero un papavero rosso artificiale, usato per la commemorazione dei caduti di guerra già dal 1921. L’idea di utilizzare il “papavero commemorativo” viene dalla “The Poppy Lady” Moina Belle Michael (15 Agosto, 1869 – 10 Maggio, 1944), professoressa americana e patriota. Le strisce sotto, che potrebbero sembrare ricamate e del tutto a scopo estetico, sono invece bandiere e medaglie al valore militare. La prima a destra, bianca e viola, è la “Distinguished Flying Cross”, onorificenza conferita per (dal testo originale) “an act or acts of valour, courage or devotion to duty whilst flying in active operations against the enemy”.

Da sinistra si trova il nastrino della “1939-45 Star”, per il servizio prestato al Regno Unito nella WWII, poi la “Africa Star” e la “Defence Medal”, sempre per il servizio nella seconda grande guerra. D’altro canto il disco doveva chiamarsi “Requiem For a Post-War Dream”, in onore al padre di Waters, Eric Fletcher Waters, morto in guerra il 18 Febbraio 1944.

L’artwork è stato realizzato dal trio Peacock-Faulkner-Smith, in arte The Artful Dodgers, che gli amanti di Oliver Twist di Charles Dickens ricorderanno come il capo dei giovani criminali addestrati da Fagin.
Lo studio grafico si formò nella contea Hertfordshire, nell’East England, dal 1979 fino allo scioglimento avvenuto nel 1992, per poi riformarsi come P. Linard Marketing and Advertising Ltd. The Artful Dodgers accompagnarono Waters anche per quella copertina immensa di “The Pros and Cons of Hitch Hiking” (Harvest 1984), disegnata dal grande Gerald Scarfe; quello di “The Wall” (Harvest 1979), per dire.
Alberto Massaccesi