Alla morte del fotografo Pete Turner, avvenuta il 18 settembre 2017, il New York Times così intitolava l’articolo a lui dedicato: “Pete Turner, whose color photography could alter reality, dies at 83”.  Niente di più preciso per descrivere il suo lavoro, la sua visione; nelle copertine Jazz Rock / Jazz Funk poi, l’utilizzo del colore trasporta l’ascoltatore in mondi assurdi ed irreali (o diversamente reali), ancor più della musica. Questa è “Giraffe”, uscita nel 1964, utilizzata poi nel disco di Antonio Carlos Jobim, “Wave” (A&M 1967). Per me, quel mammifero corre in un mondo del tutto plausibile.