Anno d’uscita: 1967
Sito web: http://www.pinkfloyd.com/
“Era insolito e diverso, e ne furono deliziati, e Syd fece il suo piccolo disegno sul retro della copertina”. – Vic Singh

Nel 1967 in Gran Bretagna, i Pink Floyd fusero i tre filoni della psichedelia americana: quello melodico (canzoni eccentriche come “White Rabbit” dei Jefferson Airplane), quello improvvisato (la “jam” dei Velvet Underground), e quello astratto (come il “freak out” di Red Crayola). In questo modo, coniarono lo standard del rock psichedelico a cui si ispirarono le generazioni future. “The Piper at the Gates of Dawn”, pubblicato nel 1967 da EMI Columbia, è il loro album di debutto, e l’unico realizzato sotto la guida di Syd Barrett.

Piper è stato registrato ad Abbey Road nello stesso periodo in cui i Beatles erano presenti per incidere “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, ma i risultati non potevano essere più in contrasto tra loro. Laddove i Beatles esercitavano il controllo completo sugli strumenti dello studio, i Pink Floyd usavano lo studio per perdere il controllo.

L’assunzione di LSD da parte Barrett cresceva esponenzialmente col susseguirsi delle sessioni di registrazione. A meno di un anno dall’uscita di “The Piper at the Gates of Dawn”, Barrett era fuori dalla band, una delle più importanti e tragiche vittime dell’era rock.

Il fotografo emergente Vic Singh venne ingaggiato per fotografare la band per la copertina dell’album. Singh, che condivideva lo studio con David Bailey, chiese a Jenner e King di vestire la band con i vestiti più luminosi che riuscirono a trovare. Li fotografò con una lente a prisma che George Harrison gli aveva regalato. La copertina doveva assomigliare a un viaggio LSD, uno stile che era stato favorito in quel momento.
L’album era originariamente intitolato “Projection”; a Barrett venne in mente “The Piper at the Gates of Dawn”. Il titolo fu preso da quello del capitolo sette di “The Wind in the Willows” di Kenneth Grahame che contiene un incontro visionario con il dio Pan, che suona la sua pipa pan all’alba. Era uno dei libri preferiti di Barrett e spesso dava agli amici l’impressione che fosse l’incarnazione di Pan. Nel 2017, la lente utilizzata per la fotografia è stata esposta al Victoria and Albert Museum, nell’ambito della mostra Pink Floyd: Their Mortal Remains.
Per il Record Store Day 2018, Piper è stato ristampato nel suo mix mono. Con questa versione è arrivata una nuova confezione con all’interno la copertina originale. Questo nuovo design è stato realizzato da Aubgur Powell e Peter Curzon di Hipgnosis e include una versione in rilievo in oro della grafica di Syd Barrett, che si trova sulla cover posteriore dell’LP originale.
Gian Lorenzo Betti van der Noot