Anno d’uscita: 2019
Sito web: https://www.facebook.com/Amataster.poltergeist/
Rabbia, dolore, isolamento, redenzione. Il ciclo di chi, attanagliato dalla disperazione decide di scappare per trovare sollievo. La sofferenza spinge al distacco, in una fuga immaginata in un bosco di alberi spogli, come l’animo del fuggitivo, privo di qualsiasi positività.

Il disegno dell’Ep di Amataster (one man band creata da John Poltergeist) “Frammenti” è inserito nel libro intitolato “La piccola Dorrit” scritto da Charles Dickens. Il volume narra la storia di una bambina che ha la sfortuna di nascere in prigione per i mali affari gestiti dal proprio padre. Nel 1800 c’era la possibilità che i famigliari del carcerato potessero vivere insieme scontando la pena. Il racconto si divide in due parti: povertà e ricchezza. L’ultima parte conclusiva infatti lascia ben sperare in una rivincita, la catarsi risolutiva di questa storia sulla innocente protagonista Amy, la piccola Dorrit appunto.

L’illustrazione è un’opera dell’artista Hablot Knight Browne, conosciuto con il soprannome di Phiz. Con Dickens instaurerà un lungo e proficuo sodalizio lavorativo e, grazie proprio allo scrittore inglese, raggiungerà la fama internazionale.
Il fotogramma in cui si vede questa figura correre in questo brullo ambiente lascia immaginare che l’uomo che corre verso l’oscura foresta cerchi di espiare le proprie azioni autocolpevolizzandosi, raggiungendo una sorta di gabbia naturale che ingloba l’oscurità creata da questa fitta vegetazione. “Frammenti” parla infatti di afflizione e separazione, sentimenti che l’animo umano elargisce in preda ai propri incubi per delle colpe commesse o, semplicemente, per redimersi e trovare una sorta di espiazione, per arrivare alla pace.

L’albero stesso, utilizzato come moniker di Amataster è inoltre un simbolo di comunicazione con il mondo terreno e il mondo divino.

Il destino di questo uomo che corre è incerto, sta scappando, ma non è detto che la sorte gli sarà favorevole. L’opera ricorda molto il quadro di Hieronymus Bosch, il famoso pittore vissuto del XV secolo, che nell’opera “Il Venditore Ambulante” ha rappresentato proprio un pellegrino che si avventura perpetuamente in destinazioni lontane e sconosciute.
La solitudine crea consapevolezza di ricerca del proprio “Io” perché è solo nell’emarginazione che i chiacchiericci esterni cessano di disturbarci.
«Vent out your pain and liberate your mind, scream, cry! The light will come…»
Sara “Shifter” Pellucchi