-Introduzione e intervista a cura di Sara “Shifter” Pellucchi-
I Lights Out sono una band punk italiana i cui componenti si sono ex membri di storiche band locali punk rock e hardcore melodico di fine anni ’90 (Feedback, Etra, Camesaska Punk). Il loro obiettivo è quello di riportare sulla scena musicale il sound di quel periodo arricchendolo però dell’esperienza maturata negli anni dalle storie personali dei componenti. In questa simpatica intervista conosceremo meglio questo progetto musicale accostato con i propri gusti artistici. A nome dei Lights Out ha risposto Walter Bosetti, cantante e chitarrista del gruppo.

Ciao ragazzi e benvenuti su Art Over Covers, parlateci un po’ di come è nata la vostra band!
I Lights Out sono nati nel 2011 da membri di altre band, con l’intento di cambiare aria nella musica contemporanea e portare una ventata di punk rock a tutti coloro che ne sentivano la mancanza!

Quant’è importante secondo voi l’immagine per la vostra musica?
Non è importante quanto la musica, ma l’immagine è comunque una parte di quello che facciamo. L’arte vive di suoni ma anche di immagini, e la nostra fantasia ci aiuta a creare immagini per i videoclip, per le copertine dei dischi, per il merchandise della band, per i fumetti.. Come band non abbiamo un’immagine preparata per presentarci, noi siamo abbastanza diversi tra noi e ci piace rimanere liberi di vestirci e gesticolare come ci pare!

Potete descriverci la divertente copertina del vostro ultimo full-lenght “Rotten Stramorten” (già il titolo è tutto un programma!) e raccontarci come è stata elaborata l’immagine con il suo significato?
La copertina di “Rotten Stramorten” raffigura i tre personaggi che ci siamo inventati: il grammofono di nome Nicky Louder (sì, richiama proprio il campione austriaco!), il frigorifero Igor il Frigor e la musicassetta Betta La Cassetta. Igor spacca le bottiglie di birra che tira fuori dal suo interno per provocare un corto circuito in cui rimane fulminato Nicky. Betta intanto grida terrorizzata. La storia è un amore in erba tra Betta e Nicky (entrambi hanno in comune una caratteristica “fisica”: sono meccanismi di riproduzione della musica oggi oramai fuori uso). L’obiettivo dichiarato di Igor è quello di eliminare la musica punk-rock distruggendo-uccidendo Betta, la quale, in base alla striscia che si sta leggendo, viene a volte salvata in extremis da Nicky, più spesso finisce distrutta perché il nostro grammofono ha un debole per la birra, e Igor gliela offre per distrarlo dal salvare Betta. Non chiederci da dove abbiamo preso ispirazione perché la nostra risposta è : birra!
Chi è l’art director di questo malatissimo fumetto?
L’ideazione è nostra (passiamo serate a bere e a scatenare la fantasia!), la resa grafica è di Ballone Daniela che ha il pregio di interpretare le nostre fantasie e disegnarle artisticamente.

Guardando la cover del vostro primo disco “Older And Louder” balza all’occhio che la figura del grammofono è stata ripresa in chiave zombie nel vostro ultimo lavoro. C’è un nesso tra i due disegni? Una sorta di “to be continued”? Pensate di inserirlo anche nel terzo disco?
Sì, il personaggio di Nicky Louder era già presente nelle nostre menti e sulla copertina del primo disco. È un tipo un po’ strano, a cui piace bere e fumare, e ha sempre sul piatto il disco dei Lights Out… È un po’ anacronistico in quanto oggi con i formati digitali la musica non ha più bisogno del vinile, ma è sempre convinto e testardo e va per la sua strada. Come noi. Ci accompagnerà anche nel terzo disco, presumibilmente… se non fa una brutta fine, con gli scherzi che fa Igor!
La musicassetta, simbolo degli anni ’90 rappresentata in copertina, è l’oggetto del desiderio del frigo e del grammofono? Ma a voi seriamente… mancano le musicassette?
Noi siamo appassionati di musica ed abbiamo un’età per cui abbiamo vissuto i vari passaggi tecnologici dall’analogico al digitale. Prima avevamo i vinili e le cassette, poi si sono avvicendati i vari CD, il DAT, il CD Rom, gli mp3 e via via…. Ci manca un po’ quel senso di possedere fisicamente la musica, di custodire gelosamente la cassetta con i titoli scritti da noi, magari un po’ rovinata e riaggiustata diverse volte. Cose che abbiamo vissuto e si sono poi dissolte con la digitalizzazione dei suoni.

Per le vostre copertine vi siete ispirati a artwork di altri album? Sono palpabili i confronti con le fumettose covers di NOFX, Less Thank Jake, Green Day…
Per le nostre copertine ovviamente abbiamo subìto l’influenza di quelle dei gruppi principi del genere, ma abbiamo partorito il soggetto autonomamente partendo dai personaggi che noi abbiamo inventato… abbiamo personalizzato un’idea che comunque lascia liberissimi di fare ciò che si vuole con i colori e i fumetti.

Che cosa volete trasmettere attraverso le vostre immagini dell’artwork e con i vostri video?
Vogliamo trasmettere voglia di divertirsi, di saltare e gridare… VITA e positività.

Vi è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover? Se sì quali?
Non credo di aver mai fatto una cosa del genere, però ricordo “10.000 Days” dei Tool… li conoscevo appena ma l’artwork era fenomenale e lo comprai prima di averlo sentito.
Il vostro colore preferito e perché
Ognuno di noi ha colori preferiti differenti, un’idea che abbiamo è però di assegnare un colore principale differente per ogni album che scriviamo in base a quello che ci comunicano le canzoni quindi siamo passati dal verde del primo album al blu del secondo, il terzo vedremo cosa ci ispirerà.

Quali sono secondo voi le copertine migliori finora disegnate di altri artisti?
Abbiamo un debole per le copertine progressive rock fine anni ‘70 stile Asia e Boston, ma anche Metallica e Slayer sono da copertine da collezione.
Un artista preferito per le copertine con cui vi piacerebbe lavorare in futuro.
Pushead

I vostri artisti preferiti o fotografi.
Artisti l’elenco sarebbe troppo lungo, come fotografia senz’altro Steve Mc Curry

Siamo curiosi di sapere perché vi chiamate così, raccontateci il significato del vostro moniker!
Il nome Lights Out è nato quasi per caso, ma ci piace perché suona bene e dà l’idea che luci del palcoscenico si possano spegnere per dare inizio allo spettacolo. Abbiamo poi scoperto che è il nome di diversi film, libri ed un sacco di dischi.
Libertà di espressione, diteci pure qualcosa che avete voglia di comunicarci, no filter!
Ci stanno sulle palle la gran parte delle band locali che ormai sono soltanto poser da Facebook con cui non si riesce a creare uno straccio di collaborazione per supportare la scena musicale. Se ne salvano ben pochi purtroppo.