Anno d’uscita: 2018
Sito web: https://www.tenofficial.com
Avete mai sentito nominare il periodo storico degli Illuminati? Vi siete mai informati? Ebbene facciamo un passo indietro nella storia grazie alla copertina dei TEN, il gruppo hard & heavy britannico, fondato nel 1995. Il compositore, nonché il cantante, è Gary Hughes, il quale ha scritto interamente i testi dei primi tre dischi di Bob Catley. Per capire meglio cosa la band definisce “Illuminismo” andiamo quindi a recensire proprio il loro album del 2018, intitolato appunto “Illuminati”.

L’artwork vanta di moltissimi elementi su cui poter ragionare e di notevoli colori tutti sfumati tra loro con interessanti passaggi cromatici. La rappresentazione avviene come se fosse il dipinto di una cupola, dove al suo interno vengono rappresentati personaggi mitologici, come (giusto per fare un esempio) “La Camera Dei Giganti” a Palazzo Te (Mantova). In questo caso i personaggi disegnati si possono definire come se fossero Dei che ci guardano dall’alto e proprio da qui ecco arrivarci il testo della seconda canzone dell’album, ovvero “Shield Wall“, che fa un po’ di cappello introduttivo insieme alla prima traccia.
“Each of us understands, We finish as our Gods command, We live and die this way, In endless night, eternal day, Forever, forever”.
Traduzione: “Ognuno di noi comprende, Finiamo come comando dei nostri dei, Viviamo e moriamo in questo modo, Nella notte infinita, giorno eterno, Per sempre per sempre”.
Al centro troviamo proprio il simbolo degli Illuminati, ovvero un triangolo con al suo interno un occhio, un po’ diverso dal solito, perché si tratta di un elemento egiziano.
Non a caso è stato scelto questo modo di raffigurarlo; infatti  è l’occhio del Dio Horus, Dio del cielo e del sole, il cui scopo era proteggere il defunto nell’aldilà e favorirne la rinascita. La tradizione più recente della Massoneria ha voluto espressamente proprio questo, forse perché si dice che la corrente massonica discenda dagli scalpellini egiziani che possedevano le tecniche segrete per la fabbricazione delle piramidi, così come poterono dimostrare che col loro sapere potevano costruire cattedrali armoniche e stupende per la loro religione cattolica.

L’occhio viene rappresentato per indicare a quale parte del cervello si deve dare ascolto per quanto riguarda la scoperta del proprio Io: l’occhio raffigurato con una pupilla aperta indica che la persona in questione è cosciente e sveglia nella realtà in cui si trova, sa quindi a cosa va incontro. Come in un testo della canzone si dice che la vita è un mondo esoterico e l’uomo non fa altro che affogare nelle sue stesse emozioni e anche chi si crede un eroe può vacillare da un momento con l’altro.
Ed ecco che alla sinistra dell’artwork troviamo un Templare, non a caso messo nell’angolo. I Templari siamo ognuno di noi e, come dice la titletrack “Illuminati”: “Out of the darkness into light, We are Templars, we never break”.
Traduzione: “Dall’oscurità alla luce, Siamo Templari, non ci rompiamo mai”.
Nella copertina insomma vi è anche una notevole rappresentazione religiosa, si parte da Adamo ed Eva, (quindi il peccato originale, da dove tutto partì), il patto tra Faust e Mefistofele, fino ad arrivare ai giorni nostri con il potere dei soldi, che tutto ha rovinato,  persino l’amore, rappresentato con il distorto disegno della statua di Amore e Psiche.

È tutto un circolo di cattive abitudini, desideri insani e tentazioni che la vita ci mette davanti ogni giorno. Una specie di storia raccontata in un solo disegno, che fa riferimento ad ogni singola canzone dell’album, per finire proprio con la traccia “Of Battles Lost And Won”. Chi riuscirà a sconfiggere il Male? Quanti ne usciranno vincitori?
Antonella “Aeglos” Astori