Casa Editrice: Infinito Edizioni
Sito web: https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/a-bordo-ringganci-montanti-e-storie-di-vita-raccontati-dallangolo/
Guardano. Insieme. Non lontano, tuttalpiù la linea retta davanti a loro, quella immaginaria diagonale che unisce i due angoli di un quadrato. Anzi, di più e meglio: non un quadrato qualsiasi, ma un ring. Laggiù, a pochi metri, obiettivo tanto preciso e vicino quanto offuscato dalla fatica, c’è lui, l’avversario, il “loro” avversario. Sì perché se è vero che sul ring si è soli con se stessi, l’unico capace di lenire la tua solitudine, e di tenere se non aperta, almeno socchiusa la porta d’entrata e d’uscita dal quel claustrofobico quadrato fatto di corde, sudore, sacrifici, respiri e pugni, è proprio lui, il tuo maestro, l’unico che riusciresti a sentire in quell’Inferno di urla, jab, ganci e montanti. È una copertina che parla, quella di “A bordo ring – Ganci, montanti e storie di vita raccontati dall’angolo” di Mario Bambini con Dario Ricci (Infinito Edizioni), perché i due volti, quello del pugile e del suo maestro, raccontano molto del rapporto che proprio Bambini, tecnico federale milanese, classe 1964, descrive attraverso la penna di Dario Ricci, giornalista sportivo di Radio24-IlSole24Ore e… suo allievo come pugile amatore, sebbene abbia scoperto la “nobile arte” bel oltre i 40 anni! Non una storia di campioni del ring, quella raccontata in questo libro, ma tante storie, infinite e infinitesimali, ma al tempo stesso emblematiche, perché sono le storie di chi entra ogni giorno in palestra e si avvicina a questa disciplina che non è solo rabbia e riscatto sociale, ma anche armonia, equilibrio, perizia tecnica e conoscenza di se stessi.

Si toccano, l’allievo e il maestro ritratti in copertina: segno di fiducia e stima reciproca, indizio di un’alleanza verso un avversario comune, che forse, ancor prima che il rivale seduto nell’angolo opposto, è la paura, la grane nemica di chiunque decida di salire tra quelle magiche dodici corde. Sì, dodici, non sedici come oggi, come sono quindici (e non dodici come nella boxe ‘moderna’) i roundscapitoli in cui è suddiviso il testo, che illumina diversi momenti della vita di Bambini (dai racconti del padre che lo inizia alla passione per la boxe e per il mito di Rocky Marciano, al conflitto generazionale con i figli), mentre contemporaneamente fa rivivere squarci della storia del pugilato milanese (Bambini si forma nella leggendaria palestra Doria), italiano e mondiale, fino a descrivere la curva sempre crescente del pugilato femminile (il tecnico federale, inizialmente scettico sulla boxe in rosa, ha oggi proprio in una ragazza il suo pugile più promettente). Ecco perché rosso e bianco e nero convivono, nella copertina di A bordo ring: gli sguardi lanciati sull’oggi, e anche sul domani (soprattutto quando Mario immagina il futuro suo e dello sport che ama osservando il percorso di formazione di ognuno dei suoi allievi), sono radicati nella storia di una delle discipline più antiche, presente già nei Giochi dell’antica Olimpia. Passato, presente e futuro, lealtà, fiducia, amicizia, alleanza, sacrificio, sofferenza, sudore, fatica, sconfitta e vittoria: c’è tutto questo intorno a quel quadrato magico. A bordo ring, appunto.

Il padre, che fin da bambino gli raccontava le imprese del grande Rocky Marciano; un’amica di famiglia che un giorno gli regala un paio di guantoni rossi. Nasce così la passione per la boxe di Mario Bambini, maestro di pugilato, direttore tecnico de “La Nobile Arte”, team che sta forgiando il talento di tanti giovani. Per tutti loro, la figura del maestro è fondamentale sia come guida tecnica, sia come prezioso riferimento nella vita di tutti i giorni. Perché salire sul ring vuol dire metterci la faccia, accettare la vittoria e la sconfitta con la stessa determinazione a migliorarsi. Tra le dodici corde come nella vita. Gli autori di questo libro riescono a dare “un assaggio di quello che può essere il groviglio di emozioni, sensazioni, energia e sentimenti che l’angolo di qualsiasi ring riesce a sprigionare: tutto questo ho ritrovato sfogliando A bordo ring, rivivendo nel racconto dell’amico Mario la sua e la mia passione per la Nobile Arte”. (Maurizio Stecca) “Mario fa parte di quella generazione di maestri che hanno saputo interpretare al meglio il pugilato, attualizzandolo per le nuove generazione di atleti ma senza mai perdere di vista quei princìpi che lo caratterizzano”. (Vittorio Lai). Introduzione di Maurizio Stecca. Prefazione di Vittorio Lai. Note personali a margine di Massimo Scioti.
Dario Ricci