Anno d’uscita: 1993
Regia: Adrian Lyne
Quest’anno, compie venticinque anni “Proposta Indecente” (19932018), il film diretto da Adrian Lyne e interpretato da Demi Moore, Woody Harrelson e Robert Redford. La Locandina di “Indecent Proposal” fotografa in primo piano i tre protagonisti principali del film. Il titolo compare sotto, scritto in grande e insieme ai volti compaiono i nomi dei protagonisti fotografati.

Il fatto che il manifesto sembri così essenziale non è un caso. Negli anni Novanta infatti, sulle locandine dei film, le composizioni fotografiche con le immagini degli attori prevalgono nettamente sulle illustrazioni artistiche, la ricerca grafica diventa perciò marginale. È il caso di altre celebri locandine di film cult di quegli anni (“Thelma e Louise” 1991, “Pulp Fiction” 1994, “Il silenzio degli innocenti” 1991, “Seven” 1995, “American Beauty” 1999) in cui viene rappresentato esclusivamente il volto/corpo del/dei protagonisti della pellicola. E si potrebbe continuare con molti altri esempi.
Nel poster di “Proposta Indecente” si sceglie di rappresentare nessuna magica atmosfera, nessuna immagine di Las Vegas (il film è ambientato lì), nessun Casinò o appartamento di lusso ma persone: una coppia affiatata che si sta amando (Demi Moore e Woody Harrelson) e un voyeur d’eccezione: Robert Redford.

La scena di passione è avvolta dal calore di una luce che accentua i corpi seminudi. Demi Moore e Woody Harrelson interpretano rispettivamente: Diana e David Murphy, una coppia bellissima, agente immobiliare lei, architetto ambizioso lui. Robert Redford interpreta l’affascinante miliardario John Gage. Sarà proprio lui a fare la proposta indecente: offrire alla coppia un milione di dollari, per passare una sola notte d’amore con Diana, la giovane sposa di David. In un momento di indebitamento Diana e David decidono di comune accordo di recarsi a Las Vegas per tentare il colpo di fortuna che permetterebbe loro di realizzare la casa dei sogni. Proprio in quel casinò incontrano il miliardario John Gage: solo, cinico e maledettamente ricco. E anche maledettamente attratto dalla bellezza di Diana. E certamente Diana non è insensibile al fascino quasi demoniaco di quell’uomo così certo di sé e del suo potere: i soldi. Gage è infatti convinto di essere in grado di corrompere praticamente chiunque con il denaro. “Tutto ha un prezzo” – dice più volte nel film.
Nell’immagine dell’affiche solo metà volto di Robert Redford (anche in bianco e nero) basta a minare la solidità della coppia, ancor prima di qualunque offerta di denaro. Robert Redford sembra stia guardando come per aspettare il momento giusto per agire. Il momento giusto per “strappare” Diana a David. E in effetti quello “strappo” nell’immagine che divide gli sposi da Gage altro non è che la premonizione del fatto che la proposta di Gage porterà ad una rottura nel loro rapporto di coppia. Quello strappo ricorda anche un particolare momento del film in cui David nel pieno della crisi e, convinto di aver perso l’amore di Diana, strappa a metà tutte le foto in cui la coppia appariva insieme, unita.

Solo in un secondo momento, la pellicola ci restituisce l’immagine di David che si è addormentato sul divano ma non prima di aver “ri”-attaccato tutte le fotografie con lo scotch. Nel tentativo di ricucire quel terribile strappo. Era il 7 aprile del 1993 quando la Moore arrivò nelle sale dei cinema USA con “Proposta Indecente”: aveva da poco compiuto trent’anni, era all’apice della sua bellezza e pronta a lanciare sfide coraggiose al suo pubblico. Non era più la fidanzatina con le lacrime agli occhi di “Ghost” (1990), d’un tratto era diventata donna, che stregava gli uomini con uno sguardo e accettava proposte indecenti.

Il film fece scandalo negli anni ’90: uscì preceduto da un’abile campagna pubblicitaria in cui si poneva alla gente la spinosa domanda: “Cosa faresti se offrissero a tua moglie un milione di dollari per una notte d’amore con uno sconosciuto?” La critica stroncò il film, che tuttavia si rivelò un grandissimo successo al box office con un incasso di oltre 266 milioni di dollari. Il merito fu sì della forte pubblicità ma anche dell’attesa che il pubblico nutriva nei confronti del regista di precedenti film cult quali “9 Settimane e ½” (1986) e “Attrazione Fatale” (1987) nei quali il sesso e l’intrigo avevano fatto da sfondo.
“9 Settimane e ½” era un film “erotico” per quel tempo, anche se di un erotismo patinato da biancheria di seta, occhi bendati, ghiaccio e qualche gioco di luce. Raccontava la storia di un’attrazione fortissima tra Kim Basinger e Mickey Rourke, vissuta al di là delle regole del sentimento. Allo stesso modo, “Attrazione Fatale” era un sex-thriller, anche più sfrenato del precedente. Adrian Lyne ottenne ben sei nomination all’Oscar per questo film, grazie alla buona recitazione di Glenn Close nella parte di Alex Forrest e di Michael Douglas, nella parte di Dan Gallagher.
Una interessante correlazione salta all’occhio fra la locandina di “Attrazione Fatale” e quella di “Proposta Indecente”. Quello stesso “strappo”, che in un caso divide l’amante ossessiva dal suo amato (che è già marito di un’altra), in un altro caso divide una coppia sposata dal “terzo incomodo”, che poi si rivelerà talmente innamorato da rinunciare all’amore di Diana, perché: “Non avrebbe mai guardato me come guardava lui…”

La Paramount Pictures ha annunciato che presto uscirà il remake di “Proposta Indecente”: la storia sarà rimaneggiata dalla sceneggiatrice Erin Cressida Wilson, che ha di recente lavorato al riadattamento per il grande schermo de “La Ragazza del Treno”.
Sara Riccio