Anno d’uscita: 2010
Sito web: http://www.nnekaworld.com/
Con il titolo del suo terzo album Nneka omaggia Bob Marley. “Concrete Jungle” mantiene i ritmi neo soul della cantante tedesco-nigeriana, mischiandoli al reggae. Come il grande Bob, Nneka celebra l’Africa attraverso le sue canzoni e la copertina del disco. “Concrete Jungle” raccoglie alcune dei migliori pezzi dei due album precedenti, più degli inediti.

La copertina del disco mostra un primo piano dell’autrice, con un continente africano che emerge sul viso. In alto leggiamo il nome della cantante e del disco, ma è la faccia che ci colpisce. L’Africa impressa sul viso è suddivisa in zone colorate, che non corrispondono ai reali paesi del continente nero. Le aree sono alcuni stati americani, riconoscibili dai nomi impressi sopra e in alcuni casi anche dalla forma (Texas, California). Gli Stati Uniti non valgono l’Africa. Solo alcuni dei cinquanta stati che formano la bandiera a stelle e strisce riescono a stare in un continente in cui gli spazi sembrano essere limitati. I colori delle zone sono gli stessi delle bandiere africane, le stesse omaggiate da Marley sulla copertina del disco “Survival”.

A distanza di trent’anni, Nneka rievoca la sua Africa, ricordandoci quanto l’influenza americana ne abbia mutato l’anima. Lo sguardo della cantante è perso, confuso, come se non fosse in grado di capire cosa sarà della sua Africa. Il continente nero è schiacciato da drammi insormontabili ormai da decenni. C’è tanta America, o, come direbbe qualcuno, tanto Occidente, da Tunisi a Città del Capo. L’Africa resta una giungla di cemento con tutte le sue contraddizioni. Grattacieli moderni affiancano baraccopoli, lo sviluppo capitalistico si scontra con la miseria. Questo degrado è impresso sul volto di Nneka, che non può far altro che cantare uno dei due continenti da cui proviene.

Non è più l’Africa della decolonizzazione e degli orgogli nazionali; è un continente soggiogato dalla globalizzazione. Tra i colori africani spuntano le stelle e le strisce. I tempi di Bob Marley sono lontani e il futuro è incerto. Le risposte non si conoscono e si guarda l’Africa con lo stesso guardo perso che riporta Nneka sulla copertina di “Concrete Jungle”.
Leonardo Marzorati