Anno d’uscita: 1971
Sito web: http://www.rollingstones.com/
“Ah sì, quel disco con la copertina con il pacco in primo piano! Ma era dei Rolling Stones o dei Mötley Crüe?” Si, andiamo, chi di voi non lo ha definito così? In effetti non lascia molto all’immaginazione. Siamo d’accordo sul pacco, ma un po’ meno sulla band che ha pubblicato l’album.

Facciamo un po’ di chiarezza. La parte “inguinale maschile” (se vogliamo essere meno scurrili) è stata rappresentata sia dai Rolling Stones che dai Mötley Crüe ma in due periodi storici molto distanti tra loro. Siamo nel 1971, nel pieno inizio degli anni ’70, decennio che verrà ricordato come quello creativo, artistico, dei figli dei fiori, della libertà sessuale. E i Rolling Stones se ne escono con il quattordicesimo album intitolato “Sticky Fingers”. La copertina è una dichiarazione esplicita di virilità maschile, rappresentata da una foto in bianco e nero di un paio di jeans inquadrati focalizzando al centro proprio la parte all’altezza dei genitali.

La composizione è opera del fotografo Billy Name sotto la direzione artistica dell’ideatore della Pop Art: Andy Wahrol. All’interno del booklet è presente la versione in mutande della stessa inquadratura del modello Joe Dallesandro, uno degli attori che recitavano nei film di Warhol (all’inizio si pensava che il pacco fosse in realtà di Mick Jagger). Si nota bene il marchio di fabbrica di Andy Wahrol.
Per meglio sottolineare l’esplicita intenzione dell’immagine, venne applicata una vera cerniera apribile e richiudibile sulla patina (rigonfiata, ovviamente!) ma con l’inizio delle vendite questa scelta si rivelò rovinosa per i collezionisti perché il metallo per sfregamento rovinava gli altri vinili che venivano accatastati sopra “Sticky Fingers” (altra provocazione?). La casa di produzione per ovviare al problema (e risparmiare anche un po’ di materiale in più) decise di optare verso la pubblicazione classica omettendo l’oggetto in metallo.
Provate a pensare alla reazione di quel tempo alla vista di questa copertina. Eravamo ancora all’inizio degli anni ’70 e non tutti si stavano abituando all’idea che qualcosa stesse cambiando sotto l’aspetto sessuale, tant’è che in Spagna venne censurata e sostituita con un’altra rappresentante un barattolo aperto con delle dita femminili che fuoriescono (sicuramente più macabra, ma contenti loro…).
In Russia invece i pantaloni vennero posti su un soggetto femminile per essere meno espliciti.
Come disse Andrew Loog Oldham nel suo articolo: «Lascereste uscire vostra figlia con un Rolling Stone?». Oldham fu il loro produttore discografico dal 1963 al 1967. A lui è attribuibile il merito di aver creato l’immagine trasgressiva che tutti conosciamo, e soprattutto di aver fatto idealizzare Jagger e soci come gli anti-Beatles, dei quali trasparivano i visi e i modi da bravi ragazzi.

E i Mötley Crüe? Arrivarono esattamente dieci anni dopo con il disco “Too Fast For Love” e colsero l’occasione per fare un tributo ai Rolling Stones rappresentando praticamente lo stesso soggetto maschile fotografando però il sesso dentro dei pantaloni di pelle nera, perfettamente in linea con la moda anni ’80, contornato da una mano che fanno il gesto delle corna e dall’altra con il tipico guanto a mezze dita.
Per la foto non è stato utilizzato un modello ma il disinibito Vince Neil che si vede nella stessa posizione nel retro della copertina.
Lo scatto è lo stesso ma utilizzando uno zoom decisamente… “lungo”. Invece lascereste uscire vostra figlia con un Mötley Crüe?
Sara “Shifter” Pellucchi