Anno d’uscita: 1987
Sito web:http://www.napalmdeath.org/
Il disco di debutto dei Napalm Death, “Scum”, fu un vero e proprio terremoto quando uscì nel 1987: sostanzialmente spinse oltre ogni limite il livello di estremismo musicale che da qualche anno innumerevoli gruppi Metal avevano cominciato ad abbracciare (precisamente nel Thrash e nei primi esempi di Death). Si è soliti, infatti, far coincidere la prima uscita discografica del gruppo inglese con la nascita del Grindcore, forse il più estremo dei sottogeneri Metal, che fonde la pesantezza e la velocità del Thrash, la voce mostruosa gutturale del Death e l’aggressiva brevità delle canzoni Hardcore Punk, dal quale vengono anche mutuati i principali argomenti dei testi, come anti-capitalismo, anti-militarismo, anarchismo e una certa noncuranza per l’esecuzione tecnica a vantaggio dell’impatto emotivo. Da tutto questo nascono pezzi abrasivi e cortissimi (“You Suffer” detiene il record per la traccia più breve mai registrata) in cui i Napalm Death vomitano la loro rabbia per le ingiustizie che avvengono ogni giorno nel mondo moderno.

La copertina di “Scum” è un’impietosa ma esatta trasfigurazione della cruda realtà contemporanea: una grigia città che pare abitata solo da impianti industriali campeggia sullo sfondo, mentre in primo piano un orrido angelo della morte presiede e sembra controllare che tutto vada secondo l’ordine stabilito. Sotto di esso delle figure dalle espressione ancor più grottesche di quelle dei personaggi di Bruegel nel dipinto “Salita al Calvario” e tuttavia ben vestite in eleganti completi invitano, anzi spingono alcuni personaggi dalle fattezze pienamente umane (donne e bambini che sembrano di origine africana) a dirigersi verso il basso, dove il attende una enorme catasta di teschi tra i quali si trovano marchi di importanti multinazionali come Coca Cola, McDonald’s, Nestlè, IBM, Ford. Proprio in mezzo a questo spettacolo di abominio e orrore troneggia il titolo del disco,Scum” (ossia “feccia”), che, assieme al nome del gruppo e a un cielo oscurato ed opaco è l’unico elemento raffigurato col colore giallo, mentre la scena principale è totalmente in bianco e nero.
Proprio come la musica dei Napalm Death la copertina del disco è diretta, senza fronzoli o abbellimenti: i mostruosi uomini in completo sono i presidenti di nazioni ricche e di multinazionali, i politici, gli agenti di borsa, gli uomini d’affari che in nome del profitto e del benessere di pochi costringono molti (e precisamente i paesi del Terzo Mondo), a rinunciare alla dignità, a soffrire e a morire. I poveri e i deboli sono considerati feccia. Ma sull’artwork dell’album il concetto sembra ribaltarsi. Vicino al titolo “Scum” oltre ai resti umani delle vittime sacrificali del progresso ci sono i nomi delle multinazionali che provocano la rovina di interi popoli e Nazioni: sono loro la vera feccia, i marchi e le società che essi rappresentano sono cinici e senza volto e gli uomini che lo possiedono hanno assunto fattezze bestiali, depravate, animalesche.

E il messaggio dei Napalm Death è che, proprio come illustrato sul loro disco, ci sono solo bianco e nero, non esistono vie di mezzo. Bisogna scegliere da che parte schierarsi e questi ragazzi non solo lo hanno fatto ma lo urlano chiaramente all’iniquo mondo che tanto disprezzano e che vorrebbero polverizzare una volta per tutte con i loro assordanti e caotici inni.
Nik Shovel