Anno d’uscita: 1927
Regia: Abel Gance
Il longevo regista francese Abel Gance (1889-1981) in tutta la sua vita è stato tormentato dalla figura di Napoleone Bonaparte. Più volte ha cercato di portare sul grande schermo la vita del condottiero corso, ma il suo capolavoro resta quel “Napoleone” del 1927, che avrebbe dovuto essere solo il primo di sei capitoli agiografici. Gli altri cinque episodi non vennero mai alla luce e Gance si impegnò in seguito in nuove biografie o in singoli episodi della vita di Bonaparte. Il “Napoleone” del 1927 ripercorre la vita del futuro imperatore dalla preadolescenza alla Campagna d’Italia. Parliamo dunque di un Bonaparte giovane e la locandina, a opera del cartellonista francese Duccio Marvasi, ce lo mostra come un prestante leader.

Napoleone, in abiti borghesi dell’epoca della Rivoluzione Francese, indica con il braccio sinistro la via della vittoria, mentre con il destro sguaina la spada. L’immagine sullo sfondo è tagliata in due orizzontalmente. Nella parte superiore domina il blu, con il giovane condottiero che fugge dalla sua Corsica e affronta il Mediterraneo in burrasca guidato dallo spirito di Giovanna d’Arco; nella parte inferiore domina il rosso, con il popolo parigino che marcia verso la Bastiglia intonando la Marsigliese e una ghigliottina in lontananza. In tutto il disegno i colori dominanti sono tre: oltre al rosso e al blu già citati, non può mancare il bianco. Si crea così una locandina che trasuda di Francia, con il tricolore transalpino presente in ogni angolo dell’immagine.
Il giovane Napoleone ha una chioma rossastra e indossa guanti bruni da soldato. In un’immagine patriottica, il condottiero sembra indicare con l’indice la bandiera francese spiegata sulla zattera in mare. La locandina si rivolge proprio al pubblico francese e il messaggio pare essere: “andiamo a celebrare il nostro eroe”. In alto leggiamo il nome della casa di distribuzione, a due terzi il nome dell’attore protagonista scritto in blu e in basso, a caratteri grandi in rosso, il nome del regista e il titolo del film. L’opera viene definita “un capolavoro immortale”, come immortale ne è il suo protagonista. Molto diversa è la locandina per il mercato americano, dove Abel Gance fu il primo dei francesi a imporsi. Nel poster orizzontale domina al centro il nome del personaggio storico che dà il titolo alla pellicola.
Napoleone è presente in un ieratico primo piano, dove indossa la sua celebre feluca e mentre amoreggia durante un conflitto. Il nome dell’attore scompare del tutto, difatti oltreoceano nessuno conosceva il pur bravo Albert Dieudonné. Anche il nome di Gance viene ridimensionato, per dare maggior spazio alla casa cinematografica americana che distribuisce l’opera. La storia di un uomo tra sesso e sangue: nulla di patriottico in un anonimo sfondo giallo, ma tante emozioni attorno alla vita di un personaggio conosciuto in tutto il mondo. Due locandine molto diverse per reclamare lo stesso film. Il successo riscosso da “Napoleone” in entrambi i continenti dimostra che entrambe le locandine furono azzeccate.
Leonardo Marzorati