– Introduzione a cura di Antonella “Aeglos” Astori –
Stefano Viana, rimasto affascinato dal chitarrista Randy Rhoads, prende in mano la sua prima chitarra all’età di 16 anni, quando l’Hard Rock degli anni ’80 era al suo massimo splendore. Influenzato da artisti come Def Leppard, Whitesnake, Bon Jovi, Ozzy Osbourne e Y & T, Stefano inizia a registrare le sue prime canzoni nel 1996, autoproducendo due cd inediti. Proprio durante i lavori riguardanti il secondo cd, incontra Alessandro Del Vecchio, chiedendogli di essere coinvolto nella produzione del suo primo album solista ufficiale. I lavori iniziano così nel 2009: Del Vecchio scrive i testi e si occupa anche della parte vocale; gli altri musicisti di sessione sono stati scelti tra i migliori della scena italiana. (Anna Portalupi al basso, Alessandro Mori alla batteria, Gabriele Gozzi alla voce secondaria e Pasquale India alle tastiere. ) La sua aspirazione per tutta la vita sembra diventare finalmente realtà, ma alcune nuove vicissitudini sospendono il suo sogno, costringendolo a dare la priorità alla famiglia Ha mantenuto il suo album in stand-by fino ad aprile 2016 quando, risolto i problemi, incarica ancora una volta Alessandro Del Vecchio, riprendendo il processo di lavorazione dell’album. Ascoltando insieme il materiale registrato, decisero di assumere un chitarrista in più optando per il talentuoso Francesco Marras. Finalmente l’album prende vita e viene distribuito in tutto il mondo da Street Symphonies Records il 24 marzo 2017 per l’Italia e  in Giappone con l’etichetta AnderStein Music. Grafica e artwork sono state realizzate da Antonella Aeglos Astori.

– Domande a cura di Sara Pellucchi –
Ciao Stefano e benvenuto in Art Over Covers! Iniziamo col presentarti. Parlaci un po’ di come è nato il tuo progetto musicale!

Grazie! Viana é nato per ostinazione (ride) nel 2007, i miei precedenti progetti non avevano trovato un sbocco discografico, cosi ho voluto continuare non scoraggiandomi. Nel frattempo avevo conosciuto Alessandro del Vecchio, così quando ho finito di scrivere le canzoni gli parlai del progetto condividendolo fino a tal punto di cantare in prima persona.

Iniziamo subito a parlare dell’artwork del disco omonimo “Viana” che abbiamo recensito tempo fa: https://www.artovercovers.com/2017/03/25/viana-stefano-viana/, oltre al viso che vediamo in primo piano, ci sono dei piccoli elementi, tra questi spicca la figura di uno scalatore. Come mai questa decisione di inserire questo soggetto?
Alla Street Symphonies Records al momento della creazione dell’Artwork mi chiesero di descrivere la mia vita in poche righe. Così emerse la mia passione per la natura,la vela e il free-climbing…unite alle lunghe vicissitudini per realizzare il CD. Il risultato si può ben paragonare ad una lunga scalata!
L’immagine richiama un po’ quello che è il fantasy, misto ad uno stile surrealista. Era questa la cover che avevi in mente per il tuo album o hai lasciato libera interpretazione ad Antonella “Aeglos” Astori?
Non avevo in mente nulla a riguardo, mi sono sempre focalizzato al 100% sulla musica. Antonella ha lavorato in autonomia basandosi sulle poche righe della mia storia, ed è stata buona la prima!

Nella copertina c’è sicuramente un colore predominante, ossia il colore verde. E’ un colore che ti piace? Se si, perchè?
Certo mi piace molto! E ancor di più unito al nero. Il verde è il colore degli alberi a primavera e in estate, è il colore della natura.

Quant’è importante secondo te l’immagine per la tua musica o per la musica in generale oggigiorno?
Come ho detto prima mi sono sempre focalizzato sulla musica. Seguo sempre un motto di Bruce Sweden “Music the first!”,ma sono consapevole che anche l’immagine sia importante. Per questo ritengo che la copertina di Viana rispecchia fedelmente il contenuto musicale.

In questo album canta Alessandro Del Vecchio, il quale ha scritto anche i testi e si è occupato delle registrazioni dei pezzi; com’è nata la vostra collaborazione?
Alessandro: ci siamo conosciuti quando nel precedente progetto le cose non andavano,il cantante di allora Marco Pracchini mi consigliò lui per aiutarmi nelle registrazioni. Quel progetto non ebbe uno sbocco discografico, nonostante i nostri sforzi, ma Ale mi aveva fatto capire tante cose e perché erano andate storte. Avevo ancora tanta voglia di fare musica e in Ale avevo trovato un punto di riferimento… e un amico!

Come sei entrato in contatto con la Street Symphonies Records?
Alla fine di questa lunga scalata,dopo il master di Ale, mi resi conto con lui, che il progetto aveva superato le aspettative. Paragonandolo ad una barca chiesi ad Alessandro se riusciva a trovarle un porto… E pochi giorni dopo la barca aveva il nome Viana e il porto era la Street Symphonies!

Il sound dei lenti, voce, piano e chitarra, i ritornelli sognanti, la sezione ritmica carica e bilanciata… secondo te si sposano bene con l’immagine della cover?
La copertina racchiude tutta l’essenza della musica di Viana!

Nel booklet del cd hai scritto una frase:”Follow your dreams and give it your best!”. Cosa rappresenta per te?
Tutti sognano o hanno dei progetti e quando non si realizzano ci chiediamo perché.In quei casi penso sempre che non ci siamo impegnati abbastanza,non abbiamo dato il nostro meglio. Da qui la frase…

Cosa ne pensi della trasformazione nei piccoli particolari per quanto riguarda la versione Japan dell’artwork?
Notevoli! Si capisce che è un qualcosa di ricercato,espressamente realizzato per quel pubblico attento a questi dettagli!Qual è secondo te la canzone che più si addice alla grafica della copertina?
Direi la ballad “Follow the Dawn”… ogni volta che mi capita di vedere la copertina mi ricorda quella canzone.

Guardando l’artwork sembra che la ragazza guardi, oltre che lo scalatore, oltre. Secondo te cosa sta osservando con quell’aria così serena?
Tutto l’album ha in se una buona dose di serenità. Le canzoni sono state scritte nel periodo in cui Francesca (la mia compagna) era incinta di nostra figlia e questa piacevole situazione si é riversata nelle canzoni.

Ti è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover? Se si quale?
Solo una volta, “Contagious” degli Y&T…..sembrava mi dicesse “ho il sound che ami, portami a casa con te”! Mi cambiò la vita!
Quali sono secondo te le copertine dei dischi più belle?
In questo caso sono legato alla copertina di Contagious , ma anche alla semplice copertina di “1987” dei Whitesnake. Quest’ultima semplice, ma permeava di tutto il suo contenuto!
I tuoi artisti preferiti o fotografi (a parte in questo caso Antonella che ha curato l’immagine!)
Fotografi rock…Ross Halfin! Gerard Kosiky per tutte le foto dei miei idoli di arrampicata in ambienti mozzafiato. Per le copertine Hugh Syme (come già detto di “1987”), inoltre ne ha disegnate tantissime e tutte molto belle!

Una cosa che vorresti dire a chi ci legge e che non ti è stata ancora chiesta, libertà di espressione!
Eviterei…

Progetti per il futuro? Un nuovo album in arrivo?
Un nuovo disco,dove ho messo tutta la mia determinazione nel realizzarlo insieme a tanti talenti americani e Italiani!