Anno d’uscita: 2010
Sito web: 
http://www.jmonae.com/
The ArchAndroid” è il primo vero album dell’artista r’n’b Janelle Monáe. Non si tratta però di un esordio, essendo il disco un proseguo del concept con protagonista l’immaginario androide Cindi Mayweather, alter ego della Monáe, già presente nell’EP “Metropolis: Suite I (The Case)” del 2007. Il disco del 2010 chiude la trilogia dell’androide con Suite II e Suite III, gli ultimi due capitoli del concept.

La copertina di “The ArchAndroid” ci presenta sì la cantautrice in un suo primo piano, ma la inserisce nel mondo di Cindi Mayweather. Davanti a uno sfondo blu come il cielo, la cantante indossa un abito e un copricapo che richiamano alla fantascienza del cinema del passato. È un chiaro omaggio alla locandina del capolavoro “Metropolis” di Fritz Lang. Janelle è coperta da uno scafandro che rimanda alle sue canzoni colme di afrofuturismo e fantascienza. Se lei vuole identificarsi nel robot del film del 1927, il copricapo ricorda la metropoli ritratta nella pellicola.
E se la locandina di “Metropolis” inseriva l’androide nella città futurista, la Monáe fa l’opposto. Qui è la città a essere sulla testa, se non nella testa, della cantante. Il mondo futurista che inglobava i protagonisti del film, qui è un prodotto della mente dell’autrice del disco. La protagonista della copertina non è Janelle Monáe, ma Cindi Mayweather. L’androide è la protagonista di “The ArchAndroid”, una saga fantascientifica e musicale che potrebbe non essere conclusa. In basso a destra difatti vediamo quattro pallini celesti. Tre sono pieni, come i capitoli del concept, uno resta vuoto. Che sia una tetralogia? La poliedrica artista di Kansas City forse ha voluto lasciare una traccia. Chi vivrà, vedrà.
Leonardo Marzorati