Anno d’uscita: 2010
Sito web: 
https://www.ligabue.com/
Arrivederci, Mostro!” è il nono album in studio dell’artista italiano Luciano Ligabue, pubblicato l’11 maggio 2010 dalla Warner Music Italy. Questo disco fa capolino dopo ben cinque anni dall’ultima raccolta di inediti di Ligabue, ovvero “Nome e Cognome“, ed è particolare in quanto è presente suo figlio undicenne Lenny, che compare nel brano “Taca Banda“, nel ruolo di batterista.

La copertina del cd è stata realizzata da Paolo De Francesco, uno tra i più noti creativi a livello italiano nel settore delle cover musicali, sembra essere ripresa dall’opera “Fishy Island” del fotografo svedese Erik Johansson, il quale però afferma di non averne mai autorizzato l’uso. Erik Johansson è noto per le immagini di stampo surrealista, che realizza mischiando varie fotografie al fine di creare un’immagine realistica, ma nello stesso tempo anche surrealista.
Il surrealismo fu un movimento culturale del Novecento nato come evoluzione del Dadaismo ed è un’arte che permette di esprimere, con qualsiasi mezzo, il reale funzionamento del pensiero, senza tener conto né dell’estetica e né della morale. Questo concetto che troviamo sull’artwork, ossia una città adagiata sopra a qualcosa, è presente anche in alcune opere di altri grandi artisti come Jacek Yerca, pittore e illustratore polacco, e Sergey Tyukanov, artista russo.

Lo stile del disegno sembra anche prendere spunto dal disegnatore svedese Alexander Jansson, il quale riesce a creare illustrazioni in bilico tra atmosfere infantili e gotiche. Il suo modo di esprimersi ci infonde un mondo in stile fiabesco, dolce ma allo stesso tempo misterioso ed ambiguo, che ricorda comunque lo stile delle favole di una volta, quelle attraverso le quali si cercava di spaventare i bambini solo per rendere più allegro il lieto fine.
L’immagine ritrae un sarago, pesce verde e sproporzionato, alquanto bruttino. Secondo quanto dichiarato da Ligabue stesso, il pesce rappresenta un mostro che di per sé non fa veramente paura. Sulla superficie tutto sembra tranquillo e sereno; ma sotto sotto ecco arrivare quelle piccole ansie e paure che magari non abbiamo nemmeno il coraggio di affrontare.
Ma se qualcosa dovesse andare storto (e quindi il pesce decidesse di inabissarsi), noi ci potremmo perdere, potremmo essere portati via dai brutti pensieri. Il pesce porterebbe con sé quindi tutta la città che tiene sulla groppa. Il cantautore ha aggiunto che ognuno comunque si può sentire libero di trarre dalla copertina una propria interpretazione.

Il pesce è un simbolo divino e ad esso sono legate molte credenze, superstizioni e scongiuri popolari, come ad esempio si pensa che mangiarlo possa essere di buon auspicio per la realizzazione dei propri desideri. Ognuno di noi ha chiaramente i propri mostri dentro, i propri fantasmi; possiamo chiamarli ossessioni, condizionamenti, senso di carenza o in qualsiasi altro modo ancora. Ma il significato non cambia. Sappiamo, però, che in un modo o nell’altro ci sono, sono vivi proprio dentro di noi ed essendo parte della nostra vita, tendono molto spesso a condizionare il modo di esistere o modificare la nostra visione del mondo.
Antonella “Aeglos” Astori