Anno d’uscita: 1994
Sito web: http://maxpezzali.it/
Nel 1994 Mauro Repetto ha buttato via la gallina dalle uova d’oro ed è partito per l’America in cerca di una modella. La sua leggendaria storia verrà alla luce anni dopo, ma che qualcosa di strano sia successo tra Max Pezzali e Repetto lo capiamo dando anche una sola occhiata veloce alla copertina di “La Donna, il Sogno & il Grande Incubo”. Il biondo autore delle canzoni degli 883 è sparito e c’è solo Max Pezzali. Il nome è rimasto immutato, ma la band non è più la stessa.

La copertina ha un solo componente del gruppo. L’altro è sparito e, nell’epoca pre-internet delle cabine telefoniche, questi nuovi 883 con il solo Max Pezzali aprono la porte alle più svariate ipotesi. Una mostruosa mano sbuca dall’erba e attacca minacciosa un Max Pezzali impaurito, che tenta di fuggire verso una vecchia casa in cima a una collina. Sembra l’ambientazione di un vecchio film horror americano, ma gli attenti osservatori trovano nella copertina del disco un omaggio a Dylan Dog. Il protagonista infatti indossa gli abiti dell’indagatore dell’incubo: blue jeans, camicia rossa e giacca nera.

La casa sulla collina può ricordare le pellicole di John Carpenter, ma anche la copertina dello Speciale n.5 di Dylan Dog “La Casa degli Uomini Perduti”. In cielo, sopra la casa, invece di una classica luna piena troviamo il mondo. La domanda “continua” qui suona diversa: con il solo Pezzali al timone, la storia degli 883 andrà avanti? Sì, ma è chiaro a tutti che sarà qualcosa di diverso.
Gli 883 come mito degli anni novanta si fermano qui. Con un Pezzali non ancora stempiato e imbolsito, ma giovane italiano medio della provincia pavese e, soprattutto, con un bel biondino introverso autore dei testi delle canzoni, oltre che inconsistente musicista e improbabile ballerino. Un perdente di successo destinato a sparire, in primis dalla copertina dei dischi, per alimentare una leggenda che ne farà uno dei personaggi simbolo dell’ultimo decennio del XX secolo.

Ma Repetto sulla terza copertina degli 883 c’è: forse è nella casa stregata o nella vecchia auto posteggiata in basso alla collina o, più probabilmente, in quel mondo sospeso in aria che nel 1995 sta girando in lungo e in largo in cerca di una fallace fortuna.
Leonardo Marzorati