Anno d’uscita: 2010
Sito web: http://www.deftones.com/
I Deftones sono una band musicale alternative metal statunitense, formatosi a Sacramento nel 1988. Ritenuti uno dei gruppi più innovativi ed influenti della musica nu-metal, la band inizia la sua carriera con musica heavy metal, andando avanti poi a creare un proprio stile personale, senza però riscuotere molto successo inizialmente. Il 4 maggio 2010 viene pubblicato il loro sesto album, dal titolo “Diamond Eyes”, con l’etichetta Reprise Records, release tra le altre cose ben accolta sia dai fan che dai critici, che la definirono subito un disco del quale andarne fieri. In questo lavoro i Deftones hanno voluto registrare canzoni che affrontassero tematiche ottimiste, visto l’incidente stradale che ha coinvolto il bassista Chi Cheng, portandolo in stato di coma dal quale non si è più risvegliato e cancellando così la pubblicazione di “Eros”. (album legato ormai a troppi ricordi e con tematiche più oscure e rabbiose).

“Diamond Eyes” è stato registrato in due mesi con il produttore Nick Raskulinecz, conosciuto anche per aver lavorato con Foo Fighters, Velvet Revolver, Stone Sour e Alice in Chains. Moreno, il frontman della band, ha dichiarato: «Volevo scrivere un album di fantasia. Non volevo parlare di problemi nei testi, non mi piace ascoltare i problemi delle persone. A me piace la musica. Immagini visuali e nessuna storia da raccontare». Proprio per questa sua definizione si può pensare che la copertina dell’album rappresenti un barbagianni in quanto ci si è ispirati alla storia fantastica di “Labyrinth”, film con David Bowie del 1986, in cui il re dei Goblin si trasforma proprio in questo uccello rapace notturno. Il barbagianni che svolazza nella presentazione e in un alcune scene del film è una delle prime creature, comparse al cinema, create e animate completamente al computer.

Rimanendo in tema di favole, film e fantasia, i barbagianni non potevano ovviamente mancare nella saga di Harry Potter. In più, come ho già evidenziato prima, anche l’ottimismo della tematica si può riscontrare perfettamente in questa rappresentazione in copertina, in quanto il barbagianni è considerato un super-predatore. Quindi, ecco la forza, il non doversi scoraggiare. Inoltre è risaputo che è un volatile vantaggioso per l’uomo in quanto elimina gli altri animali dannosi; chi non vorrebbe essere così forte e astuto da poter in qualche modo prendere distanze o comunque vincere sulle persone negative che gli stanno vicino? Persino Aristotele affermò: «il barbagianni, quanto a intelligenza, è industrioso e ingegnoso» e non dimentichiamo che anche nell’arte il rapace è protagonista, come possiamo vedere per esempio nel dipinto “The Owl” di Val Prinseps, una delle pochissime donne artiste preraffaellite affermatasi nell’Inghilterra di fine secolo.
Il barbagianni è comunque un rapace assai diffuso ovunque, usato per trasmettere dolcezza e tenerezza; persino lo scrittore Martin Hocke nel 1989 scrisse la trilogia sui rapaci e il primo, intitolato “L’Antico Regno del Silenzio”, parla proprio di Hunter, appunto un gufo bianco come protagonista.
Se lo guardiamo bene il volatile ha la testa a forma di cuore che ci ricorda l’importanza di collegare la mente e appunto il cuore, sopratutto nelle nostre azioni quotidiane. Per tradizione comunque è poi anche collegato al mondo degli spiriti, dei fantasmi e dei morti, forse per via del loro verso misterioso e del piumaggio bianco. Ma non meritano la cattiva fama costruita nel tempo e non devono mai essere messi in pericolo per via della superstizione. Ma resta comunque il fatto che sono candidi, fedeli, silenziosi e “paffuti”, dal piumaggio luminoso, ed estremamente affascinanti. Ottimo soggetto quindi per far cascare l’occhio sulla copertina di questo album e con quello sguardo dolce e presente meglio si addice al titolo “Diamond Eyes”.
Antonella Aeglos Astori