Anno d’uscita: 1979
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Marley_%26_The_Wailers
Nel 1979 Bob Marley con i suoi Wailers realizza quello che è considerato il suo album più politico, con pezzi impegnati come “Africa Unite” e “Zimbabwe”. L’album “Survival” arriva dopo il più commerciale e deludente “Kaya”. Il cantore del reggae vuole parlare del continente nero e lo fa fin dalla copertina, mettendo in mostra 49 bandiere africane. Una in realtà, la terza dell’ultima riga, è oceanica, essendo quella della Papua Nuova Guinea, stato caro a Marley per le sue popolazioni Maori e Hopi. Il cantautore giamaicano non trascura l’apartheid, inserendo, al quinto posto della quarta riga e al quarto della sesta, le bandiere dei due movimenti politici dello Zimbabwe (ZAPU e ZANU) in lotta contro il regime dittatoriale della minoranza bianca. La copertina trascura alcune nazioni africane: mancano difatti Capo Verde, Comore, Libia, Namibia, Eritrea (queste ultime due non ancora indipendenti nel 1979) e Sudafrica, ancora sotto regime di apartheid. La prima riga vede protagoniste Kenya, Angola, Costa D’Avorio, Etiopia, Ciad, Egitto e Ghana; quasi una sorta di serie A africana, con le nazioni le cui lotte di indipendenza sono state tra le più significative a livello mondiale. Sotto la prima riga di bandiere c’è il titolo del disco, in bianco su uno sfondo composto da tanti omini neri. Sotto il titolo vediamo tutti gli altri vessilli, dove svettano i colori simbolo dell’Africa: verde, rosso e giallo. A distanza di quasi quarant’anni l’Africa vive ancora molte criticità cantate allora da Bob Marley & The Wailers. Alcune nazioni hanno cambiato regimi e con loro gli stendardi: Etiopia, Alto Volta (ora Burkina Faso), Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo). Sono nati nuovi stati e con loro nuove bandiere. I colori dell’Africa però sono gli stessi della copertina di “Survival”.
Leonardo Marzorati

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