Anno d’uscita: 1993
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Pansy_Division
Negli anni novanta il punk apre definitivamente le porte al mondo gay. Dopo i primi lavori dei Queers negli anni ottanta, sono tre ragazzi californiani a farsi capostipiti del gay core: i Pansy Division. Il loro primo album in studio è “Undressed”, già nel titolo e nei testi delle canzoni una rivoluzione interna al movimento punk rock. La copertina è quanto di più gay ci possa essere. Troneggia giallo e in alto il nome della band, sopra un’immagine che nel 1993 sarebbe più adatta a un disco dance o glam. Invece i Pansy Division fanno uno scoppiettante pop punk. Un ragazzo nudo dalla folta chioma sciolta giace su un prato pop art ricco di fiori viola alla Andy Warhol. La mano sinistra è nascosta dietro la nuca, mentre quella destra scivola verso gli organi genitali, lasciando intendere un desiderio di masturbazione. In basso in bianco abbiamo il titolo dell’album. I Pansy Division, prodotti dalla Lookout! Records, si presentano nudi, senza nascondersi dietro veli, mostrando con orgoglio la loro omosessualità decantata nei loro ballabili pezzi. Il ragazzo ritratto è un omaggio alla locandina di “Sebastiane” di Jerek Jarman, controverso film sulla presunta omosessualità di San Sebastiano martire. Il tutto condito dai colori di un’icona gay come Warhol. Non male per dei musicisti che si definiscono con orgoglio delle “checche”. Grazie a lavori come questo, una larga fetta del mondo LGBT si è avvicinata a un genere musicale che fino ad allora era visto, superficialmente, come totalmente estraneo, se non ostile, alle diversità sessuali.
Leonardo Marzorati