Anno d’uscita: 2017
Sito web: http://www.facebook.com/mataleonband
Una ragazza sospesa in aria. È questa la prima immagine che cogliamo guardando la copertina di “Metamorfosi”, del gruppo alternative rock italiano Mataleòn. La diapositiva è surrealista, come se fossimo di fronte a un quadro di Renè Magritte. L’autore dell’opera, intitolata “The White Sky III”, è Stefano Bonazzi, astro nascente del graphic design internazionale. L’opera è una delle composizioni della serie “The White Sky” (http://www.stefanobonazzi.it/category/works/the-white-sky/). Siamo in un ambiente freddo, autunnale o invernale, con nuvole basse e una lieve foschia che copre un paesaggio lacustre che richiama volutamente le atmosfere lynchane. Vicino all’occhio dello spettatore la banchina si apre sul lago, probabilmente di tipo alpino. Al centro della scena sovrasta il corpo di una donna. È sospeso, supino, con lunghi capelli che le cadono verso il basso. Indossa una gonna scozzese e un pullover blu, un abbigliamento ordinario che forse nasconde un’instabile mente con una prorompente voglia di cambiamento. La parte superiore del viso è coperta da un velo. Si tratta di un corpo anonimo, non appariscente, che deve stupire l’osservatore esclusivamente per la sua posizione insolita e non per l’espressione del suo sguardo. Tra le nuvole leggiamo il nome della band e il titolo del disco. La serenità onirica dell’immagine vede le nubi preannunciare l’arrivo di un elemento detonante, forse la metamorfosi che i Mataleòn hanno scelto come titolo del disco. Tutto ruota attorno al corpo fluttuante, una scheggia impazzita che irrompe nella tranquillità sonnacchiosa del paesaggio lacustre. Una metafisica raffinata, che collega l’elemento primordiale dell’acqua con l’internamente complessa natura umana. Il lago nella sua appartenenza simbolica indica paradisi illusori e crea spazi immaginari infiniti. La sospensione apparente protegge il soggetto dalla caduta nell’acqua o dalla tempesta che sembra imminente, o forse tutto ciò è solo il prodotto della mente nella donna che passa oltre il tempo e lo spazio, sognandosi chissà dove e sperando al suo risveglio di ritrovarsi cambiata. È un fotogramma immobile che viola le leggi della fisica perchè il tutto è sviluppato in una nuova dimensione. Mentre dormiamo infatti siamo sospesi in due realtà e il sottile velo tra ragione e subconscio è praticamente impercettibile. Si desterà la nostra protagonista per sfuggire all’incerto cambiamento portato dal vento o continuerà a sognare e a farsi rapire da esso? Il fatto che sia bendata sottolinea forse la volontà di non voler più aprire gli occhi e lasciarsi rapire dagli eventi. Eventi che ricollegano il soggetto proprio con le vicissitudini che involontariamente condizionano lo svolgersi della vita. Tutto è cambiamento e metamorfosi, che lo si voglia o meno e noi veniamo modellati per l’adattamento. Lo stesso concetto kafkiano è stato proprio ricercato dai musicisti come spunto per il loro concept album. I Mataleòn, con il loro rock alternativo, si affacciano al panorama musicale come la ragazza della copertina, vera anomalia inserita in una cupa serenità.
Leonardo Marzorati

Per saperne di più sul disco, potete leggere la recensione completa scritta da Stefano Mastronicola sul sito di Metal In Italy con il quale collaboriamo:  
“Metamorfosi” – Mataleòn recensione album