Anno d’uscita: 1922
Regia: Friedrich Wilhem Murnau
L’espressionismo tedesco era arrivato al cinema nel 1919 con “Il Gabinetto Del Dottor Caligari”, ma è con “Nosferatu Il Vampiro” di Murnau che nel 1922 raggiunge il suo apogeo. La corrente pittorica coi suoi toni cupi è figlia di una Germania umiliata dalla sconfitta nella Grande Guerra e dalla pace punitiva di Versailles. Murnau porta in pellicola, senza dichiararlo apertamente e utilizzando nomi inediti, “Dracula” di Bram Stoker. Il protagonista è un nobile vampiro che vive in Transilvania, il conte Orlok, magistralmente interpretato dall’attore teatrale Max Schreck.

Murnau gioca con l’ombra del malvagio essere e nella locandina è proprio quella a essere protagonista. Su uno sfondo rosso, come il sangue di cui si nutrono i vampiri, l’enorme ombra nera del conte Orlok copre le rustiche case della fittizia cittadina tedesca di Wisborg. La testa calva, il naso adunco, le orecchie a punta, i denti aguzzi e le lunghissime e orripilanti dita ci introducono al vampiro che invade le pacifiche case disegnate sullo sfondo. Una tipica cittadina tedesca viene quindi invasa dalla peste vampirica, portata dal suo orrido messaggero.
Il nome del protagonista che dà il titolo al film lo avvolge, scritto in bianco, in basso possiamo leggere i nomi del regista e dello sceneggiatore. L’immagine è più che mai efficace e lungimirante. L’espressionismo ci aiuta a comprendere la situazione tedesca degli anni venti. Una fantastica minaccia portata dal nobile transilvanico e dai suoi topi si tradurrà in quella reale del nazionalsocialismo. L’ombra nera del Nosferatu anticipa quella molto più sanguinaria che coprirà la Germania e l’Europa dieci anni più tardi, quella di Adolf Hitler.
Leonardo Marzorati