Anno d’uscita: 1968
Sito web: http://herbalpert.com/
Siamo stati abituati a tutto nel periodo di Natale, dai nostri musicisti, dalle star del cinema: pure James Brown indossò un ridicolo vestito panciuto per l’occasione,
regalando calore e speranza ai ragazzi del ghetto. Ma un ebreo, figlio di immigrati dell’est Europa negli USA, propenso a suonar musica latina, con barba e cappello da Santa Claus… risulta invero assai curioso! Tanto più che gira con i Tijuana Brass – ma son tutt’altro che messicani – e ci si prospetta quindi una calorosa atmosfera e non quel freddo che la copertina ci rimanda. Pensiamo al calore del contenuto, della musica. Tant’è che son passati tre anni dal mitico album “Whipped Cream & Other Delights”, la cui copertina venne – viene tutt’ora – coverizzata e parodiata da svariati artisti; la deliziosa modella Dolores Erickson, ricoperta quasi interamente di panna come una sposa zuccherosa, faceva da cornice ad un disco tutto pepe che sarà e fu il marchio distintivo della musica di Alpert. Con “Christmas Album” si ritrovano verosimilmente le stesse attitudini sonore, con l’aggiunta di cori mielosi di Natale – giusto per spiegare il titolo – ma in sostanza, la musica è quella a cui siamo abituati; non importa se suonano “Jingle Bell”, il tono è quello tra il mariachi e la marcia bandistica in festa. Stando nella parte grafica, della fotografia, la A&M Records (Alpert – Moss) chiamò il numero uno dei ritratti delle star, ovvero il “rock and roll photographer” Guy Webster, figlio di Paul Francis Webster, famoso liricista originario di New York: come dimenticare Doris Day che canta “Secret Love” in Calamity Jane! Per quanto possa risultare semplice, il ritratto di Alpert mantiene una forma tutt’altro che statica, con le ondulazioni della barba posticcia che tendono verso l’alto, la tromba in primo piano, rivolta in basso, che catalizza tutto il movimento dell’immagine. Gli occhi neri e profondi del nostro Babbo Natale sono tutto meno che
rassicuranti: ci parlano di calore, sì, ma di tutt’altra natura: non quello artificioso del camino, da cui il nostro piomberà giù colmo di regali, ma quello della spiaggia messicana, con un sole cocente a picco sulla testa durante una grande festa. Rilassati si, ma con brio.
Alberto Massaccesi