Anno d’uscita: 1957
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Lee_Morgan
L’esuberanza gioviale e scherzosa nella tromba di Lee Morgan, pur senza padronanza dello strumento e della tecnica, fece balzare il giovane uomo di Philadelphia, da star locale a star nazionale con la velocità di uno schiocco di dita. A soli diciotto anni debuttò in sala di registrazione della Savoy e della Blue Note, all’inizio del Novembre 1956. A tal proposito il giornalista inglese Tom Perchard scrisse: “Joe Gordon aveva una padronanza dello strumento e dell’improvvisazione che superava quella di Morgan. Ma la forza di Lee Morgan era qualcosa che si poteva sentire a malapena nel modo di suonare di Gordon e di molti altri. Una personalità che andava molto al di là della sua capacità tecnica.” Lee Morgan Indeed! è una fotografia perfetta di quello che disse l’amico di Lee, Don Wilson: “(…) non gli piaceva ammettere che era un bambino nella giungla (…) voleva dare l’impressione di sentirsi a suo agio (…) ma si prendeva in giro da solo”.  Il produttore e fotografo tedesco Francis Wolff, che fu padre della Blue Note, giocò proprio su questa personalità di Lee, facendone un ritratto serio di un uomo sicuro e padrone di sé ma schiacciato in un angolo – grazie a quella vertiginosa diagonale -, con gli occhi che tradiscono il bambino spaesato. Il verde antico e sbiadito conferiscono un clima di esperienza che di certo mancava, come per rimarcare la serietà del musicista; non sembra di certo una copertina per presentare un novellino; con rammarico di Wolff e Lion, la Savoy anticipò l’esordio del trombettista di pochi giorni. La scritta/firma rosa – colore di gioventù -, è la chiusa di un documento, un attestato di idoneità al mondo dei grandi. Wolff utilizzò spesso la posa di Lee Morgan Indeed! per le foto di copertina; l’indimenticabile Custis Fuller in The Opener, avvolto dal fumo di una sigaretta appoggiata chissà dove, o il leggendario Clifford Brown in Memorial Album o Miles Davis in Volume 1 & 2. Ma questa foto è l’inizio di qualcosa di grandioso e importantissimo per il jazz tutto; Lee Morgan Infatti!
Alberto Massaccesi