Anno d’uscita: 2004
Sito web: http://www.greenday.com/
Tante rock band negli anni zero se la sono presa con l’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Probabilmente l’album che più di ogni altro rappresenta il dileggio dell’uomo più potente di quel decennio è “American Idiot” dei Green Day. La copertina è la perfetta sintesi del disco. Su di uno sfondo nero affiora una mano bianca. Da un’epoca cupa può emergere una candida speranza? Dall’assenza di colore si vede una mano stringere tra le dita una bomba a mano a forma di cuore. La bomba è rossa, come il sangue che scorre lungo il palmo. La mano innocente finisce per macchiarsi di colpe non sue. È un’immagine struggente di un’epoca in cui tanti inascoltati dalla Casa Bianca presero una netta posizione contro la guerra in Iraq, le cui nefaste conseguenze l’intero pianeta sta ancora scontando. Non c’è solo la politica in “American Idiot” e nella sua copertina. I Green Day cantano anche di depressione e droga, come in “Jesus of Suburbia”. Billie Joe Armstrong e soci a metà decennio danno voce agli sconfitti. La prima grande perdente di quegli anni è la Pace, seguita però da tanti delusi da sconfitte personali e intime. I cuori spezzati abbondano nei testi: la bomba di sangue della copertina parte dall’Iraq e arriva dentro ogni stanza ovattata nella solitudine.
Leonardo Marzorati