Anno d’uscita: 2004 “Once” – 1998 “Evanescence EP”
Siti web: http://nightwish.com/ – http://evanescence.com/
Ci sono immagini delle cover di band straniere tratte da vere opere d’arte cimiteriali. Due dischi aventi questa comune caratteristica hanno scelto lo stesso soggetto. Stiamo parlando dell’album “Once” dei finlandesi Nightwish e di “Evanescensce EP” dell’omonima band statunitense. “Once” risale al 2004 e sarà il lavoro che riuscirà a catapultare la band al successo planetario, consacrandola come simbolo del gothic metal sinfonico. Inoltre sarà anche l’ultimo lavoro in cui canterà Tarja. “Evanscence Ep” invece è del 1998, stampato solo in tiratura limitata a cento copie che verranno vendute interamente la stessa sera dopo uno loro show. La scultura in copertina raffigura una donna angelo prostrata e disperata su un monumento in pietra bianco. In entrambe le cover è fotografata frontalmente, tanto da farle apparire praticamente identiche. Il soggetto è realmente una statua tombale che si trova al cimitero Piramide acattolico di Roma (l’originale è quella presente in “Once” dei Nightwish, quella degli Ep degli Evanescence è una delle tante copie realizzate in altre parti del mondo). Il mood delle canzoni (come ad esempio “Wish I Had an Angel” e “My Immortal”) ha profondamente caratterizzato l’artwork. La scultura di questo angelo inconsolabile si intitola proprio “Angelo del dolore” (“Angel of Grief”). La storia per la sua realizzazione è altrettanto triste. La pietra funebre è un capolavoro dello scultore statunitense William Wetmore Story, che dedicò alla moglie Emelyn scomparsa il 7 Gennaio 1895 prima della sua realizzazione. Infatti sotto l’angelo è riportato proprio il suo nome. Il fatto ancora più struggente è che il marito la seguirà solo dieci mesi più tardi, il 7 Ottobre. Due 7 che si uniscono. Uno dei significati simbolici del numero 7 è riferito alla settima lettera dell’alfabeto ebraico dello Zain, che significa eternità: il loro amore che sarà unito per sempre nella gloria dell’aldilà. Allo scultore è incisa a lato la seguente scritta: “This monument – the last work of W.W. Story – executed in memory of his beloved wife – he died at Vallombrosa October 7th 1895 aged 78 years”. L’angelo ha il volto coperto dalle proprie braccia che ricadono sulla lapide, le lacrime sono asciugate dal contatto degli occhi sulla sua pelle. Le ali sono spiegate in avanti aperte solo per effetto dell’inerzia. La donna sembra voler avvolgere il piedistallo senza riuscirci, tanto da scivolare su di esso. È inginocchiata e i piedi sembrano arrancare senza presa continuamente sulla superficie liscia del marmo impenetrabile. Un totale abbandono all’afflizione e allo sconforto. Sicuramente una delle dediche di amore più belle e nostalgiche di sempre.
Sara “Shifter” Pellucchi