Anno d’uscita: 1997
Sito web: http://www.depechemode.com/
“Ultra” è il nono disco della electro band britannica più famosa del mondo. i Depeche Mode. Un’opera di maestria e di introspezione senza precedenti ma… Il periodo antecedente l’uscita di questo capolavoro è stato più nero delle pece. Alan Wilder lascia la band e Dave Gahan si perde più che mai nel tunnel della droga arrivando poi a un tremendo tentativo di suicidio post coma per overdose. La situazione drammatica lascia in suspense e col fiato sospeso la storia del synth pop. Si sa, band di questa grandezza sono atte il più delle volte ad avere una storia intricata fatta di successi e di problemi. Dave, dopo essere stato preso letteralmente per i capelli (che fortunatamente erano più lunghi del solito), torna in studio dopo tre anni di silenzio.

Quello che uscirà musicalmente sarà uno dei dischi più significativi della loro storia. Dimenticatevi le dance hits, qui Dave scaverà negli antri più nascosti del suo cuore regalando al pubblico un risultato di altissimo livello. La copertina e la parte grafica di “Ultra” sono state curate dal guru della fotografia Anton Corbijn, che vanta collaborazioni e servizi fotografici del calibro di U2, Nick Cave, Nirvana e degli attuali Coldplay. Nel booklet si trovano le immagini della band sotto un’atmosfera cupa e oscura, come il trascorso appena passato. I fotogrammi sono del video di “Barrel Of A Gun”, forse la traccia più triste e sofferta di tutto l’album. Qui il cantante dà libero sfogo personale di quello che ha passato e dei sentimenti imprigionati per colpa dei mostri della droga. Il suo look è molto più dark e glitterato. La scelta sicuramente non è stata casuale. Dalle fotografie della band e di Gahan con l’eyeliner si esce per guardare la cover, composta da soli due elementi: il nome del disco su uno sfondo indefinito sgretolato e distorto.

“Ultra” sembra essere stato scritto con la vecchia dynamo e appiccicato su una superficie irregolare di colore viola. Il violetto è il colore della passione nella religione cristiana, e si associa al periodo quaresimale. Ciò sta quindi a significare un passato turbolento e di sacrifici che poi porterà alla resurrezione. L’immagine di “Ultra” sembra quindi voler dire al pubblico: “ehy ricordatevi chi siamo e di questo disco, siamo tornati dopo molte fatiche, siamo più forti di prima, guardate bene questo album e stampatevelo bene nella memoria!” C’è solo un nome, solo Ultra, tutto il resto è da ascoltare.
Sara “Shifter” Pellucchi