Anno d’uscita: 1976
Sito web: http://www.bertolifansclub.org/
Quale modo migliore per presentarsi al grande pubblico se non con la propria carta d’identità? È quello che fece nel 1976 Pierangelo Bertoli (1942-2002). Il cantautore di Sassuolo, dopo anni di lotta politica nell’estrema sinistra e dischi registrati per piccole case discografiche indipendenti, passò alla grande CDG di Teddy Reno. “Eppure Soffia” è il primo album a grande tiratura, quello che fece conoscere Bertoli al grande pubblico. La copertina mette la carta d’identità dell’artigiano della canzone (così amava definirsi) su uno sfondo marrone. La data di nascita, il colore degli occhi e una foto sorniona ci presentano un autore musicale controcorrente. Fa riflettere l’assenza di segni particolari sul documento, quando Bertoli, a causa di una poliomielite che lo colpi a tre anni, passò tutta la sua vita su una sedia a rotelle. Il cantante è un disabile che si sente normale; ciò che è fuori dagli schemi è la sua musica di lotta politica e sentimenti amorosi, tra folk emiliano, blues yankee e inni comunisti.
Leonardo Marzorati