Anno d’uscita: 2006
Sito web: http://www.homselvareg.com/
Gli Homselvareg sono una band Black Metal italiana, originaria della provincia di Como. Nascono da un’idea di Plague (voce) e Selvan (chitarra) nel 2003 come “Inferi”, per poi cambiare l’anno successivo nominandosi in definitiva Homselvareg. Il nome rimanda ad una creatura leggendaria: l’Homo Salvadego. Questa figura mitologica, e solo in parte umana, è un predatore figlio della Natura. Proprio dalla Natura, con la quale vive in assoluta sintonia, l’uomo selvaggio trae tutta la sua forza. Il nome criptico del gruppo, preso da un’oscura leggenda presente su tutto l’arco alpino, rimanda all’assoluto antagonismo nei confronti della razza umana di cui gli Homselvareg si sono fatti alfieri. Dopo molte date live nelle quali hanno condiviso palchi con le più grandi e famose realtà della scena blackster, improvvisamente si sciolgono nel 2009. Dopo anni di silenzio, gli Homselvareg ritornano proprio quest’anno per l’uscita del secondo full-length intitolato “Catastrofe”, e sono attualmente al lavoro per la composizione del terzo disco: che si preannuncia come il mix perfetto tra le radici Black Metal con nuove letali e violentissime sonorità. La copertina recensita quest’oggi fa un salto nel passato, si tratta dell’omonimo debut album autoprodotto il cui artwork è stato curato interamente da Amon 418 compositore per la band HateProfile. Bazzy, il chitarrista, ha introdotto la spiegazione della scelta di questo soggetto. La grande roccia di forma umana che domina il centro della foto è il Colosso dell’Appennino del Giambologna che si trova in Villa Medicea di Pratolino, a Vaglia, in Provincia di Firenze. La figura rappresenta l’essenza del’Homo Salvadego ovvero l’Homselvareg: l’uomo selvatico in perfetta coesione con la natura ma non con l’uomo! Sembra all’apparenza un anziano vecchio e barbuto, si ricongiunge a una divinità. La sua posizione è importante e maestosa, osserva con lo sguardo scuro, concentrato e amorevole il terreno sotto di lui, su cui appoggia la propria mano come per accarezzarlo. La simbologia del gesto è riconducibile alla importanza di poter assorbire la vera sostanza e forza della Terra e raggiungere la purezza senza la contaminazione della specie umana. Un contatto diretto con la madre di tutte le cose e dell’origine della esistenza. Lo sfondo che fa da cornice al soggetto in primo piano, è una foto sempre in bianco e nero delle Alpi, che rappresenta il luogo nativo dell’Homselvareg. La montagna indica inoltre, la vicinanza geografica al luogo di nascita della band e della zona in cui vivono i suoi componenti.
Sara “Shifter” Pellucchi