Anno d’uscita: 1997
Sito web: http://offspring.com/
La copertina dei Voodoo Glow Skulls è abbastanza simile alla la cover di “Ixnay On The Hombre” degli Offspring; questi ultimi potrebbero aver preso spunto. I colori predominanti sono gli stessi: verde, nero, giallo e rosso, con molti teschi qua e là che si rifanno al folklore messicano. Questo album è il primo pubblicato con la major Columbia. Prima di parlare della parte grafica della cover però, è necessario soffermarsi sul suo titolo. “Ixnay On The Hombre” è un nome molto curioso, che ha portato a due interpretazioni; è formato da un mix di parole inglesi e spagnole. La prima versione: la parola “ixnay” è usata in detti latini, ed è intesa per maledire qualcosa; “hombre” in spagnolo significa “uomo”. Quindi, in pratica “ixnay un the hombre” potrebbe significare “maledire l’uomo”. La seconda versione invece, dice che “ixnay” è solo una derivazione della parola “nix” che significa cancellare, vietare o di rifiutare. “Ixnay on the hombre” quindi potrebbe essere tradotto in “cancella l’uomo”, che comunque si ricollega alla prima interpretazione. Insomma, il significato dell’intestazione è la negazione dell’uomo o comunque una sua antitesi; per questo sono state usate ossa per il font, teschi vari e, nel booklet fotografie di musicisti vestiti da scheletri. Il motivo di questa decisione artistica è facilmente riconducibile alla morte, in un incidente stradale, (anche se è ancora tutto da chiarire), della fidanzata di Dexter Holland a cui è dedicata la canzone “Gone Away”. Probabilmente, il suo dolore (che ha portato al massimo i testi delle canzoni e la sua voce), è stato convertito in matrice punk rendendo accattivante e nichilista l’artwork. In conclusione, nel significato globale del disco, c’è una mancanza di accettazione dell’uomo, riconducibile a una colpa commessa. L’altra piccola dedica alla ragazza è posta in una piccola frase al centro del disegno, scritta in spagnolo che dice “alla te espero”, posta sulla fronte dello scheletro, che tradotta significa “lì ti aspetterò”.
Sara “Shifter” Pellucchi