Anno d’uscita: 2014
Sito web: www.imagomortis.net
Gli Imago Mortis sono una band black/occult metal italiana originaria del bergamasco, nascono la notte di Halloween del 1994. Il loro genere musicale è sempre stato sin dal principio la loro basilare forma espressiva, attraverso il quale vengono esplorati i lati oscuri dell’anima. Per questo motivo, essi risultano essere ancora oggi uno dei gruppi più radicali e tradizionalisti che celebrano il verbo occulto. La copertina pubblicata quest’oggi è quella del loro ultimo disco uscito nel 2014 intitolato “Carnicon” (dal latino Carnarium “fossa comune, sepoltura comune, ossario”; in bergamasco: Càrner¸ in italiano: Carnaio). Abibial, cantante e fondatore della band ci spiega tutte le sue caratteristiche. L’immagine è una tenebrosa fotografia senza fotoritocchi, uscita così al naturale. I colori ed il soggetto sono stati presi al tramonto presso il cimitero di Santa Giulia a Bonate Sotto (Bergamo). Il luogo di questa immagine crepuscolare è avvolto da un’aura di mistero, per quanto riguarda l’origine della chiesa e la sua valenza storica; non si sa infatti a chi fosse realmente dedicata, se alla stessa santa Giulia martire, o se alla regina longobarda Teodolinda. Quest’ultima, dice la leggenda, che avesse voluto costruire la basilica per onorare una delle sue figlie morte. Infatti, la chiesa contiene un’urna cineraria, ma dai recenti studi, in realtà è di appartenenza romana. I colori che compongono questa cupa immagine sono: il nero, che domina la scena, poi il giallo e il blu, ovvero due dei tre colori primari. Il nero è l’anticolore per eccellenza, contrario del bianco, simbolo delle tenebre primordiali e della rinuncia alla vanità del mondo. Il colore giallo invece è intenso, violento, fino quasi essere stridente; si contrappone di netto all’atmosfera scura e spacca l’immagine con la sua luce: gli ultimi raggi del sole manifestano la potenza delle divinità dell’aldilà (in questo caso è la luce del lampione). Il blu invece è il colore più profondo ed immateriale; è il più freddo e il più puro in valore assoluto, non appartiene a nessun luogo se non a sè stesso e simboleggia un’eternità tranquilla e sovrumana/inumana. L’autore dello scatto è Axor, il batterista, mentre il soggetto, ossia la misteriosa figura nera incappucciata che fa ritorno alla sua dimora funebre, è stata interpretata da Faust, il chitarrista. Che sia la Morte, un Negromante, uno Spirito, un essere umano… le chiavi di lettura dell’artwork risiedono nel suscitare all’osservatore il senso di Mistero, come nelle opere romantiche notturne e crepuscolari di Böcklin, Caspar David Friedrich, Johann Heinrich Füssli ecc… Riguardo questa enigmatica e misterica figura, si lascia a chi la guarda la libera interpretazione del soggetto.
(Paragrafo dei colori di Sara “Shifter” Pellucchi)