Anno d’uscita: 1987
Sito web: http://www.michaeljackson.com/
Nel 1987 esce “Bad”, ottavo album di Michael Jackson; un album in cui all’inizio ci dovevano essere ben trenta tracce, ma poi il produttore decise di ridurle a undici; da questo album furono estratti ben dieci singoli! Anche se vendette meno di “Thriller”, il disco fu comunque di grande successo vendendo oltre 30 milioni di copie nel mondo e fu seguito da un tour mondiale della durata di oltre un anno.

Il video della title track fu girato in una stazione della metropolitana di New York e costò 2,2 milioni di dollari, divenendo il clip più costoso di sempre superando “Thriller”. Come si può notare guardando il filmato, Michael indossa proprio i vestiti della copertina, abiti che fanno pensare proprio ad un “duro” di quartiere… (anche se poi nella canzone comunque salta fuori la parte buona quando dice “Noi possiamo cambiare il mondo domani, questo potrebbe essere un posto migliore, se non ti piace quello che sto dicendo, allora perché non mi schiaffeggi?!…”)
La foto della cover è del famoso Sam Emerson: fotografo di vari artisti di fama internazionale (per citarne alcuni ad esempio Billy Idol, Elton John…), di film e videoclip. Sam ha immortalato molti anni di carriera del cantante. L’immagine della cover, evidenzia già lo schiarimento della pelle e qualche ritocco estetico (dovuto a una bruciatura che si era fatto durante una esibizione live) e la stampa gli dedicò moltissimi servizi, diffondendo la notizia di ipotetiche operazioni chirurgiche. Proprio in risposta a tutti questi tabloid scandalistici Jackson rispose col videoclip di “Leave Me Alone” (canzone compresa nell’album), dove inizia proprio mostrando delle prime pagine che citano alcune copertine di gossip.

Il video parla da sé: rappresenta una sorta di intolleranza sulle dicerie dei giornalisti. Forse per evidenziare al meglio il “nuovo” colore della sua pelle, ma anche il suo menefreghismo nei confronti delle dicerie su di lui, Michael si veste di nero con tanto di fibbie e borchie, i capelli sono neri e ricci, e la scritta del suo nome è sempre nera. Il fondo è bianco così per far risaltare ancora meglio tutto il nero in prevalenza e solo la scritta “Bad” spicca poi con un bel rosso vivo, con un font come se fosse scritto su un muro da un graffitaro con bomboletta spray.
Antonella “Aeglos” Astori