I Dawn of Destiny sono un gruppo tedesco power metal che incorpora elementi di thrash , gothic e death metal .
La band si forma alla fine del 2005 a Bochum, in Germania, firmando con la Shark Records per il loro debutto.
Nell’anno 2014 pubblicano il loro quarto album, ovvero «FEAR», titolo più che studiato in quanto le iniziali sono evidenziate in azzurro e, da queste, si ricavano ben altre 4 parole :(F)forgotten, (E)enslaved, A(admired), R(released). La copertina è cupa, con colori scuri, solo un accenno di rosso si nota sul corpo della donna, che evidenzia il sangue.
La scena sembra voler proiettare l’osservatore in un luogo di vera paura, angoscia e tristezza.
Evidenzia e spiega la storia in maniera superba, storia che viene raccontata dall’inizio alla fine dalle varie canzoni.
Rappresenta quindi la scena dove il bambino, costretto su una sedia a rotelle, vede ogni volta che chiude gli occhi e si addormenta, incubi su una tragica
vicenda avvenuta nella sua famiglia, ovvero la madre suicida che ha lasciato soli lui e il marito.
“And in my dreams I still see the dark so clear
And every night I try to sleep with fear”.

La madre è stesa a terra con il sangue che impregna il vestito, ma non c’è nè dolore, nè sofferenza sul suo volto:
“I cut myself again, to feel I’m still alive
I do not see my blood, I feel a different pain”
sembra voler cercare conforto da qualcuno
“Where is the savior in the night?
Where are these arms to hold me tight?
To end this fucking nightmare” e quel qualcuno lo trova proprio nel suo bambino, che la tiene per mano nei suoi incubi notturni, davanti alla porta.
Nessuno dei due sembra osare entrare nella stanza e oltrepassare gli scalini, ma si limitano a fissare il padre che soffre:
“If I die I’ll die with you
Don’t leave me, please don’t leave me
I am nothing without you”

Sembra di entrare in una scena di fantasmi, le classiche scene dove continuano a ripetersi finchè una persona viva non possa risolvere il dramma di loro spettri.
La stanza in cui si svolge la scena è una stanza vecchia, una stanza evidentemente non usata più da un sacco di tempo, dove tende grigie e rami di alti e grossi alberi la fanno da padrone.”Going back to this place where the trees are crying”.
La sedia del bambino è vuota, in quanto nel sogno lui può finalmente camminare come una volta e si trova proprio vicino al corpo morto della madre.

E come dicono le parole della canzone «Innocence Killed» :Nessuno sa il dolore che provo
Tutte le mie ferite non guariranno mai»…. Vivere è soffrire! Un album veramente toccante, dal testo delle canzoni all’artwork, tutto si integra perfettamente