– Introduzione a cura di Antonella “Aeglos” Astori –
Siete alla ricerca di un sound dal calibro di Journey e Survivor? Allora gli Airbound fanno al caso vostro! Il quintetto, ovvero Tomás Borgogna alla voce e cori, Lorenzo “Fudo” Foddai, chitarra e cori, Angelo “NgL” Sasso al basso e cori, Alessandro Broggi, tastie re, piano e cori ed infine Riccardo “DrumBeater” Zappa alla batteria e percussioni,si ispirano proprio a queste band per il sound del loro album di debutto. Inoltre ognuno di loro può vantare di collaborazioni di vario tipo come gli 883, Labyrinth, Vision Divine, Charming Grace e col famoso produttore pop italiano Filadelfo Castro. L’impronta musicale che vogliono quindi dare al loro album è un netto richiamo al melodic rock. Scopriamoli meglio in questa intervista!

– Intervista a cura di Sara “Shifter” Pellucchi –
Ciao ragazzi e benvenuti in Art Over Covers! Iniziamo col presentarvi. Parlateci un po’ di come è nato il vostro progetto musicale!

Alessandro: Ciao, gli Airbound sono composti da me (Alessandro Broggi alle tastiere), Lorenzo Foddai alla chitarra, Tomàs Borgogna alla voce, Angelo Sasso al basso e Riccardo Zappa alla batteria. Il progetto musicale parte nel 2006 quando feci sentire il provino di tre brani a Lorenzo, e da lì iniziò il nostro cammino. Sono passati diversi anni prima che riuscissimo a registrare il disco perché nel frattempo la line up della band ha subito vari cambiamenti prima di arrivare all’attuale, inoltre qualche vicissitudine qua e là, ma alla fine ce l’abbiamo fatta e siamo molto soddisfatti del risultato.

Come avete fatto a conoscere l’etichetta Burning Minds Music Group?
Alessandro: Abbiamo conosciuto l’etichetta grazie a Pierpaolo “Zorro” Monti. Dopo aver sentito i provini del disco ci siamo incontrati e successivamente ci ha messo in contatto con Stefano Gottardi e Oscar Burato della Burning Minds. C’è stato subito feeling tra di noi,  questo è stato importante per la realizzazione del disco.

Lorenzo:  È stato davvero un piacere lavorare con loro perché oltre ad essere dei professionisti si è venuto a creare un ottimo rapporto. Lavorare in studio con Oscar è un piacere e dovendo stare tante ore insieme non è cosa da poco!

Angelo:  È stato anche interessante e costruttivo, ad esempio: ci siamo presentati con un mix che secondo noi suonava bene ma in realtà è stato cestinato e rifatto completamente da Oscar agli Atomic Stuff Studios, ed è solo grazie a lui e qualche decisivo consiglio di Zorro su alcune parti che il prodotto finale sia riuscito così. Davvero un altro livello rispetto al nostro precedente. E questi risultati si ottengono solamente lavorando bene in squadra.

Quant’è importante secondo voi l’immagine per la vostra musica o per la musica in generale oggigiorno?
Alessandro: Sicuramente l’immagine è molto importante. Viviamo in una società costruita sull’immagine, però non siamo più ventenni e cerchiamo di far emergere il nostro lato artistico piuttosto che quello estetico anche se devo dire che non siamo ancora da buttare via .

Lorenzo: Tutti gli aspetti dell’immagine sono comunque molto importanti, dalla copertina alla promozione, all’attenzione sui social media etc etc, non è semplice ma siamo fortunati ad avere dalla nostra una casa discografica che segue molto bene tutti questi aspetti dedicandoci molto tempo.

Angelo: Per la musica in generale è sempre stata importantissima, soprattutto nei  generi più commerciali. Il look della band e l’artwork sono sempre stati un biglietto da visita fondamentale,  tanto più con l’avvento dei videoclip negli anni ‘80 ed ora (che sono forse un po’ passati di moda in TV)  con i contenuti multimediali per canali tipo YouTube. Per fortuna nel nostro genere, anche se esistono alcuni canoni, queste dinamiche non sono così esasperate,  grazie ad un pubblico di attenti, appassionati, curiosi ed affezionati ascoltatori che focalizzano principalmente l’attenzione sul lato musicale.
Secondo voi la copertina è a sé o si può agganciare facilmente all’artwork?
Lorenzo: Nel nostro caso è fortemente collegata all’artwork o quantomeno al “concetto” di Airbound: Airbound è nel nostro immaginario un concetto astratto che cerca di descrivere il fatto che abbiamo molte influenze musicali diverse come membri del gruppo e che i confini di quello che apporta ognuno di noi sono molto difficili da individuare, come quelli dell’aria diciamo. Quale migliore simbologia di una porta che dà sullo spazio dunque?

Angelo: In generale però penso che non ci siano regole, e che possa funzionare una copertina che sia avulsa dal contesto del disco se riesce a catturare l’attenzione e trasmetterti qualcosa.  Personalmente però sono sempre stato affascinato dalle cover che riescono ad integrarsi perfettamente e rappresentare l’atmosfera della musica che troverai sul disco.

Potete descriverci la copertina e raccontarci di come è stata elaborata l’immagine?
Lorenzo: Bisognerebbe fare questa domanda ad Antonella. Noi abbiamo raccontato un po’ la nostra storia e lei ha fatto tutto il resto. Trovando l’espressione ideale del concetto che dicevo nella domanda precedente.

Sappiamo che l’artwork è opera di Antonella “Aeglos” Astori, nonchè nostra redattrice, come è nata la vostra collaborazione?
Lorenzo: Anche Antonella ci è stata presentata da Zorro, avevano già collaborato e ci è stata vivamente consigliata. Ovviamente è stato un ottimo consiglio, oltre ad essere una bravissima artista è un piacere confrontarsi e parlare anche di altre cose, è una persona con dei valori e di questo davvero siamo contenti. Non solo lei ma anche le altre che ci hanno seguito in questo percorso infatti sono tutte persone “speciali” di quelle che al giorno d’oggi a mio avviso, si deve essere davvero contenti di poter conoscere.

Sono evidenti in questa cover molti significati simbolici, la cui descrizione si può leggere nella recensione pubblicata tempo fa (link http://www.artovercovers.com/2017/09/15/airbound-airbound/); le interpretazioni di Antonella sono state volute insieme a voi o è stata lei a trovare altri collegamenti? Avete un ulteriore punto di vista riguardo l’espressione rappresentata e i vari simboli usati?
Alessandro:  L’idea della porta che si apre sul mondo parte da noi. Antonella  ha poi interpretato perfettamente il nostro modo di vedere le cose e il nostro stato d’animo inserendo dei particolari molto mirati.

Lorenzo: i particolari a mio avviso sono la parte più interessante e sono tutti nati da Antonella, la stella  cadente come portafortuna ha anche funzionato, gli aeroplani di carta rappresentano perfettamente anche il nostro spirito, alla fine noi ci divertiamo ed è sempre stato il principale driver per noi, anche se non siamo più dei giovincelli…

Il vostro genere musicale ha una costante estetica abbastanza comune nelle immagini dei dischi; sono ricorrenti paesaggi fantastici, donne meravigliose, espressioni surrealistiche di altri mondi. Secondo voi c’è un motivo che accomuna questa musica con la scelta di questi soggetti?
Alessandro: Diciamo che la musica rock in generale è sempre stata considerato una musica di rottura  di protesta se vogliamo e anche le copertine di conseguenza  seguono questa corrente. Quindi paesaggi fantastici ecc… fanno parte della rottura.

Lorenzo: È anche un modo per “evadere” quindi secondo me immagini che riportano a sogni o desideri sono abbastanza automatiche diciamo…

Cosa ne pensate dell’arrangiamento per la copertina versione Japan?
Alessandro: Molto bello, Antonella è stata bravissima a inserire elementi che rappresentano il Sol Levante. È riuscita a vestire la copertine per il Giappone usando elementi molto efficaci. Ma non avevamo dubbi sulla bravura e professionalità di Antonella.

Lorenzo: E la chicca del mondo “girato” sul giappone anziché sull’italia l’avevate notata?

Vi è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover?
Alessando: Assolutamente si, soprattutto quando ero più giovane e purtroppo devo anche dire che nella maggior parte dei casi i brani non erano all’altezza della copertina.

Angelo: forse solo per la copertina no … ma sicuramente molte copertine hanno aumentato a dismisura la voglia di tornare a casa con il teletrasporto e metter l’LP o il CD prima possibile nello stereo.

Per quanto riguarda il moniker, quale significato assume per voi? La scelta del nome è stata casuale o ragionata?
Lorenzo: il nome è stato un parto, gemellare anche. Si è cercato un nome che esprimesse il concetto che dicevamo prima, che poi è rappresentato in copertina. Il moniker è stato scelto tra alcune proposte fatteci da Antonella, personalmente trovo che sia un compromesso tra una cosa solida e una cosa più vicina all’aria, nei colori soprattutto e dunque perfetta per quello che è un po tutto l’artwork.

Il vostro colore preferito e perché.
Alessandro: il bordeaux perché lo trovo un colore estremamente avvolgente.
Lorenzo: per me il blu. credo per via del mare del quale non potrei fare a meno.

Quali sono secondo voi le copertine dei dischi più belle?
Lorenzo: A me piacciono in generale le copertine che vogliono raccontare qualcosa, ce ne sono davvero centinaia di molto belle. Per fare un esempio quelle di Antonella sono tutte ragionate, non sono buttate lì solo per attirare l’attenzione, ma c’è un pensiero. Questo aspetto è quello che per me rende la copertina interessante e parte integrante del disco.

Angelo: In genere non mi piacciono molto quelle con la foto della band o dell’artista in posa, tranne qualche raro caso in cui il fotografo è stato talmente bravo e la foto è talmente bella che cattura perfettamente  il carisma della band o del cantante. Mi piacciono le copertine dense di significato o dense di particolari, di citazioni che ti fanno venir voglia di guardarti la copertina al microscopio millimetro per millimetro, mi viene in mente ad esempio “Somewhere in Time” degli Iron Maiden, stracolma di centinaia di particolari.
I vostri artisti preferiti o fotografi (a parte in questo caso Antonella!)
Lorenzo: Sono un po’ appassionato di fotografia e mi piace molto Steve McCurry, la scelta di colori e luci sono le cose che mi colpiscono da sempre per prima negli artisti (anche se nel suo caso i soggetti sono fondamentali). Nella pittura ad esempio per lo stesso motivo citerei Caravaggio che ha saputo fare dell’utilizzo della luce una chiave per la tridimensionalità e il realismo. Per rimanere nel tema però citerei anche Andy Warhol che ha realizzato una copertina per i Velvet Underground e per John Lennon

Una cosa che vorreste dire a chi ci legge e che non vi è stata ancora chiesta, libertà di espressione!
Vorremmo suggerire di ascoltare più musica nostrana a chi non lo fa già. In quasi tutti i generi musicali ci sono degli artisti eccezionali e spessissimo ci sono band che non hanno molto da invidiare ad artisti che sono spesso semplicemente più famosi. Insomma essere anche un po orgogliosi di quello che si fa qui, contribuendo a crescere, tutti insieme e in tutti i campi.

Progetti per il futuro? Un nuovo album in arrivo?
Lorenzo: Stiamo già lavorando al secondo album, direi anche che siamo a buon punto se consideriamo che il primo è uscito a settembre. Poi speriamo di riuscire ad incastrarci con Tomas (Il nostro cantante vive a Madrid) per poter fare più live possibili, intanto speriamo non manchiate il 29 Maggio al Legend per una data fighissima insieme a Mindfeels e Soul Seller in apertura ai Boulevard!