– Introduzione a cura di Antonella “Aeglos” Astori
Pierpaolo “Zorro” Monti
fonda nel 1999 la sua prima band dal nome “Sovversivo”, lasciandola nel 2004 per inseguire una carriera personale nella musica Melodic Rock e AOR.  È sicuramente uno dei personaggi di maggiore spicco nel campo della musica AOR in Italia: batterista, cantautore e produttore italiano, con il suo album di debutto “Shining Line”  ha saputo scrivere un piccolo pezzo di storia della nostra musica. Da qua sono poi seguiti altri importanti progetti ed interessanti collaborazioni. Scopriamole insieme a lui in questa curiosa e particolare intervista!

– Intervista a cura di Sara “Shifter” Pellucchi –
Ciao Pier e benvenuto su Art Over Covers! Vuoi presentarti ai nostri lettori?
Ciao Sara, innanzitutto un mega saluto e grazie di cuore per l’intervista. Guarda sopporto con fatica le presentazioni, perché spesso le trovo più un’autocelebrazione che non altro… motivo per cui tendo sempre ad evitarle quando possibile. Diciamo che sono attivo nella scena rock melodica italiana ed internazionale da oramai un po’ di anni come musicista, compositore e produttore, e per quelli che volessero “autolesionarsi” con tutto quello che ho combinato sin qui può visitare la mia pagina su Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Pierpaolo_Monti (anche se lo sconsiglio fortemente onde evitare di buttare via tempo, LOL).

Il tuo debutto inizia con Shining Line! Quali obiettivi ti eri prefissato? È stato complicato realizzare questo album?
Shining Line è nato con un obiettivo piuttosto chiaro: porgere il primo tassello per riunire la scena AOR italiana dei tempi, la quale era composta da numerose entità frastagliate e senza alcun principio comune. Con Shining Line l’obiettivo era poi in realtà duplice: creare finalmente una scena nazionale unitaria in grado di dire la propria nell’affollato mercato internazionale, e mostrare ai fans ed agli addetti ai lavori all’estero che l’Italia non era unicamente la patria di pizza, mafia e mandolino. Shining Line è stato un album particolarmente complicato da realizzare, cosa che è stata possibile solo grazie all’amicizia fraterna con il mio socio storico Amos Monti, ed al fondamentale supporto nel ruolo di produttore del talentuoso Alessandro Del Vecchio: per la prima volta in Italia, infatti, qualcuno tentava di mettere in piedi un vero e proprio AOR all star project in studio, con tutte le incognite e le difficoltà del caso. Visto tutto quello che si è sviluppato negli anni al seguito di Shining Line, devo dire che la missione può davvero considerarsi compiuta.
Le tue canzoni nascono dal nulla, quando meno te lo aspetti. Giusto? Quando pensi ad un tuo nuovo progetto con canzoni nuove hai già in mente cosa l’artwork dovrebbe rappresentare?
Guarda più che le canzoni in sé, quello che nasce solitamente dal nulla è la volontà di mettere in piedi un determinato tipo di progetto, per il quale poi le canzoni verranno create e sviluppate appositamente in relazione a quanto richiesto dal progetto stesso. Anche l’artwork segue esattamente questa linea, nel senso che una volta focalizzato il tipo di progetto e le sonorità che con questo voglio rappresentare, sia le canzoni che l’artwork prendono vita “autonomamente” sulla base dell’obiettivo che mi sono prefissato.

Il progetto Raintimes vuole essere un omaggio al gruppo The Storm, in quanto so che sei particolarmente legato al loro album “Eye Of The Storm”. Come mai allora la scelta di questo tipo di estetica?
Già dal moniker, credo sia semplice intuire che “Raintimes” sia un tributo a tutto tondo a quello che per me ha rappresentato la musica dei The Storm, ed in particolare a quella del loro secondo meraviglioso album. La pioggia, dal punto di vista concettuale, è il maggiore elemento di unione dei due progetti, cosa ben visibile anche per quanto concerne l’artwork e le grafiche del cd creati dalla brillante amica Antonella “Aeglos” Astori, come sempre esemplare nel riuscire a combinare stili di tipo grafico con rielaborazioni di materiale fotografico. Lo sfondo della copertina, infatti, arriva proprio da una meravigliosa foto scattata dall’amica fotografa Laura Simoncini, che ha dimostrato a mio avviso un talento naturale nel catturare l’attimo in cui le gocce di pioggia si posano magicamente su una finestra durante una tipica giornata uggiosa.
Se dovessi scegliere una canzone per ogni tuo album fatto, a quale secondo te si assocerebbe meglio alla copertina realizzata?
In Shining Line, sicuramente “Heat Of The Light”. In Charming Grace, invece direi “Through The Stars”. Per quanto riguarda Raintimes, direi “Make My Day”, senza comunque dimenticare la strumentale “Raintimes” composta dal mio talentuoso “socio” Davide Barbieri… una piccola gemma che davvero rappresenta al meglio in pochi secondi di sola musica tutto quello che è l’universo di Raitimes.

Sappiamo che l’artwork dei tuoi album (a parte Shining Line della prima versione) è opera di Antonella “Aeglos” Astori, nonchè nostra redattrice, come è nata la vostra collaborazione?
Sono entrato in contatto con Antonella grazie a Myspace, che ai tempi era un ottimo veicolo di diffusione social. Mi ricordo che le inviai una bonus track per ringraziarla dell’acquisto del cd da parte sua, e in breve tempo diventammo amici. Poco dopo mi raccontò di essere una grafica, e le proposi di lavorare insieme a quella che sarebbe stata al tempo la copertina del mio prossimo album, Charming Grace. Capii subito, vedendola lavorare, che il suo potenziale era enorme, e non esitai un solo secondo a scommettere su di lei: con il senno di poi, posso dire senza esitazione alcuna di aver fatto da talent scout per un’artista davvero notevole.

C’è un filo conduttore o una costante nascosta che unisce tutte le immagini degli album che hai curato?
Beh più che curare direi “ispirato”, visto che senza il fondamentale supporto di Antonella le mie idee sarebbero rimaste immagini intangibili chiuse nel mio cervello. Sicuramente posso direi di essere una persona fortemente positiva e romantica, dove per romantico non si intende (come molti tendono banalmente a pensare) un qualcosa legato alla relazione interpersonale tra due soggetti, ma bensì un più vasto sentimento di perenne innamoramento per la vita e molte delle sfumature ad essa legate… musica in primis. Allo stesso tempo sono una persona “felicemente malinconica” (giusto per regalare anche un piccolo ossimoro) in tutto quello che faccio, vivendo le mie esperienze sempre in perenne equilibrio tra l’eccitazione di quello che sta per nascere ed arrivare, ed i ricordi che invece ci siamo lasciati indietro man mano che i nostri passi ci facevano avanzare: un equilibrio che mi mantiene vivo, e che mi permette di apprezzare ogni singolo giorno tutte le sfumature che la vita stessa ci offre.

Nella cover di Raintimes è rappresentato un enorme orologio che rapporto hai tu con il tempo?
Il tempo, ah quante ne avrei da dire io sul tempo! Vivo infatti nel pandemonio quotidiano di far quadrare gli orari, tra tempistiche da rispettare per arrivare al lavoro (treni, metropolitane, ecc.) e la necessità di incastrarle con le infinite velleità artistiche che, chi mi conosce bene, mi inseguono sempre come segugi dalla mattina alla sera. La mia vita sarebbe senza dubbio migliore con giorni di almeno trenta ore, ma per ora sembra che il sistema non sia in procinto di cambiare… quindi mi devo accontentare di 4/5 ore di sonno ogni notte per riuscire a portare avanti tutti gli impegni che mi vedono coinvolto. Qui potete leggere la recensione della copertina: http://www.artovercovers.com/2017/12/01/raintimes-raintimes/
In quella di Charming Grace e Shining Line c’è un’atmosfera più romantica, prevale il blu, vuoi raccontarci qualcosa in più?
Andando più in profondità sul discorso già accennato in precedenza, sia Shining Line (link alla recensione: http://www.artovercovers.com/2014/07/01/charming-grace-charming-grace/) che Charming Grace rappresentano due diverse facce della medaglia in quella che è la mia rappresentazione personale dell’esistenza. La musica, per quanto mi riguarda, nasce prioprio dall’ispirazione provocata da un mix di sentimenti presenti, passati e perché no, anche di quelli che si sviluppano nei pensieri dedicati alla vita futura, creando una sorta di “dipinti” che fanno a fotografare la mia vita in un determinato momento artistico. Il blu in particolare rappresenta uno dei miei due colori preferiti, la parte appunto più “positiva” nel perenne equilibrio tra il mio mondo reale e quello del mio “sottosopra” (gli amanti di Stranger Things capiranno senza dubbio questa citazione).
Ti è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover?
Sì, era il 1994 e comprai “5150” dei Van Halen per il meraviglioso artwork di copertina ammirato ai tempi dal formato in vinile. Avevo già altri lavori della band ma non conoscevo ancora il disco in questione, per cui lasciai che fu quella clamorosa immagine di copertina a guidarmi nell’acquisto dell’album stesso.
Per quanto riguarda i vari moniker di ogni tuo progetto, sono nomi ispirati a qualcosa o creati dal nulla?
Solitamente nessun elemento legato ai miei progetti musicali è lasciato al caso, tutto a partire dal moniker è studiato appositamente per rappresentare un determinato “Universo”, che come detto in precedenza tendo a sviluppare nel momento in cui la scintilla artistica scocca, facendo bruciare “il fuoco” alla base della nascita di una nuova avventura musicale. Fortunatamente mi posso fregiare di una notevole alleata come Antonella nel momento in cui le semplici parole del moniker devono trovare anche la loro meritata rappresentazione grafica.

Il tuo colore preferito e perché (magari è il blu ma lo chiediamo lo stesso!)
Il blu e il nero, i miei due differenti ma complementari lati del sottosopra. Peccato solo che, nel calcio, siano legati idealmente ad una squadra di cui non potrei mai essere tifoso. LOL

Quali sono secondo te le copertine dei dischi più belle?
A questa domanda rispondo con un link presente proprio su Art Over Covers, quello relativo alla mia personale recensione del debut album dei grandi China Sky dove a questo link potete leggere la recensione: http://www.artovercovers.com/2017/09/07/china-sky-china-sky/

I tuoi artisti preferiti o fotografi? (a parte in questo caso Antonella!)
Tralasciando la musica, mi sento in dovere di citare il mio talentuoso amico Peter Darley, scrittore britannico che ancora non è riuscito ad ottenere l’attenzione meritata a livello globale, e questo nonostante il suo romanzo sci-fi “Hold On!” abbia raggiunto la posizione numero 1 degli Ebook su Amazon per gli scrittori indipendenti. Dal punto di vista delle riprese video ho invece davvero un debole per Maurizio Del Piccolo, che con la sua società media Moviedel Productions è stato in grado di creare video musicali di livello davvero TOP (basti vedere il video di “I Wouldn`t Change a Thing” dei Revolution Saints, da lui firmato… un vero e proprio capolavoro cinematico dei tempi moderni). Per quanto concerne le foto, non posso non citare un nome che, senza dubbio alcuno, mai potrebbe mancare nelle cronache della nostra scena hard ‘n’ heavy nostrana: Alex Ruffini, un talento indiscusso che, al momento, sta giocando una difficile quanto fondamentale partita all’interno della sua vita: ma sono certo che anche qui ne uscirà fiero e orgoglioso vincitore come nella qualità dei suoi scatti fotografici!

Una cosa che vorresti dire a chi ci legge e che non ti è stata ancora chiesta, libertà di espressione!
Non esiste un sogno irrealizzabile, esistono solo sogni per cui non facciamo bruciare sufficientemente il fuoco della passione e dell’entusiasmo, e che per questo motivo sono destinati a non realizzarsi mai. Anche i sogni più lontani ed inarrivabili, infatti, sono raggiungibili a mio avviso con il duro lavoro, l’amore per quello che si fa quotidinamente e quel po’ di “sana follia”, necessaria per cambiare di volta in volta le carte in tavola qualora le strade per raggiungere il suddetto sogno sembrino ad un certo punto tutte “bloccate”.

Progetti per il futuro?
Troppi per singoli giorni da 24 ore! Sicuramente un mare di novità legate a tutto il mio universo musicale.