Anno d’uscita: 1993
Regia: Steven Spielberg
Oggi, 27 gennaio si celebra la giornata mondiale della memoria, per commemorare il ricordo delle vittime dell’Olocausto. Una cicatrice non ancora cauterizzata che si cela ancora nei ricordi della storia. Nel ricordo di questo terribile periodo storico, uno dei migliori film che è riuscito più di tutti a rappresentare questo tremendo sterminio è sicuramente “Schindler’s List” diretto da Steven Spielberg: vincitore di 7 premi Oscar, tra cui quello di miglior film e di miglior regia.

“Schindler’s List”, tratto dal romanzo “La Lista di Schindler di Thomas Keneally narra e documenta con grande meticolosità autentica che solo Spielberg sa avere, la vicenda dell’eccidio degli ebrei vista dagli occhi del protagonista Oskar Schindler, l’imprenditore tedesco che da ricco industriale mirante al successo e al denaro arriverà perfino a rischiare la propria vita per salvarli. Una trasformazione inaspettata e quasi surreale per un tedesco di quel tempo. Come se una mano divina si fosse allungata verso di lui per portarlo verso la ragione e il buon senso. La stessa mano che lui avrebbe voluto tendere per raggiungere quella vita che mancava sulla sua lista.

Il manifesto di questo capolavoro riprende lo stile del film girato in bianco e nero; una mancanza di saturazione per meglio far immedesimare lo spettatore allo stile dell’epoca, per rendere tutto più autentico e per poter essere più simile possibile allo look degli anni ’40. Al contrario, non sarebbe stato possibile far spiccare dei particolari mirati che appaiono nel lungometraggio. Uno di questi è sicuramente la bambina con il cappottino rosso, (interpretata da una piccolissima Oliwia Dąbrowska a soli tre anni), la cui mano è quella rappresentata nel poster che riesce ad afferrare quella di Oskar Schindler; un desiderio che purtroppo non riuscirà a realizzare perché quella bambina non verrà mai salvata.

Lei è l’unica macchia di colore, l’unica eccezione su uno sfondo grigio. Impossibile da dimenticare da chi ha visto il film. L’occhio cercherà di trovarla per tutto il tempo della pellicola e la lascerà tristemente dopo aver scoperto impotente il suo epilogo finale. Il rosso infatti simboleggerà il sangue versato di tutte queste vittime senza colpa. Ma il suo sacrificio non sarà vano. Sarà proprio Oskar Schindler che la scorgerà tra tutti, la noterà camminare durante l’evacuazione del ghetto di Cracovia, e la vedrà esanime trasportata sulla carriola insieme agli altri cadaveri. L’immagine dolce di questa bambina innocente avvolta dal suo pastrano cremisi riuscirà a insediarsi nella mente di Oskar Schindler, il quale deciderà di non essere più indifferente di fronte a questa tragedia e sceglierà la vita.
La vita di circa 1200 ebrei che verranno assunti nella propria fabbrica, assieme a donne e bambini, i cui nomi sono impressi parzialmente sulla lista stampata che sovrasta la fotografia delle due mani. Si possono leggere alcuni nomi scritti con la macchina da scrivere e, a lato la data di nascita. I nomi sbiaditi e consumati sottolineano che tutti sono stati battuti uno per uno, da parte del suo contabile Itzhak Stern. L’elenco, non è composto solo da ebrei, ma anche da polacchi, e sono presenti anche nomi di altre nazionalità e religioni. La registrazione indicava oltre al nominativo, anche la mansione, se dipendente, capo, mastro aiutante o operaio (con relativi errori di battitura). La copia originale è stata trovata casualmente nel 1999 dentro la valigia di Oskar, dimenticata a casa di due suoi amici a Stoccarda.
La lista, che rappresenta il titolo del film è in primo piano, come a significare l’importanza e la seconda possibilità che hanno potuto avere queste persone. Ma quella vita che manca resterà per sempre nel cuore di quest’uomo. La mano del giusto che si protende per la salvezza, andando contro la propria nazione che invece ne uccise a milioni.
“Chi salva una vita, salva il mondo intero”. Itzhak Stern
Sara “Shifter” Pellucchi

Per saperne di più sul film, potete leggere la recensione completa sul sito di Silenzio In Sala con il quale collaboriamo cliccando la scheda sottostante: