Anno d’uscita: 2001
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Angelic_Upstarts
Il 2001 è un anno destinato a fare da spartiacque nella storia. A dodici anni dalla caduta del Muro di Berlino, l’11 Settembre segna per quell’indefinibile spazio geografico denominato “Occidente” una nuova era, caratterizzata da un nuovo nemico. Il terrorismo di matrice islamista sostituisce definitivamente nell’immaginario collettivo il pericolo rosso. Gli inglesi Angelic Upstarts sembrano però indifferenti al corso della Storia.

Prima di prendersi una lunga pausa pubblicano un disco-raccolta con alcuni dei loro migliori pezzi. Nati nel caldo 1977 nella umida South Shields, cittadina marittima ai confini con la Scozia, gli Angelic Upstarts sono stati soprattutto negli anni ottanta il simbolo del punk Oi! barricadero dell’Inghilterra operaia in lotta contro il governo di Margaret Thatcher. Nonostante la copertina di “Anthems Against Scum” possa lasciarlo intendere, i ragazzi del nordest inglese non sono dei veri e propri marxisti. Nel 1980 scrissero una canzone in difesa del gerarca nazista Rudolf Hesse. Qui sbattono in copertina addirittura Lenin. Che c’entra il fondatore dell’Unione Sovietica con dei ragazzi, ormai ultra quarantenni, che hanno girovagato l’Europa per fare rumore davanti a decine di spettatori intenti a pogare?

Su uno sfondo rosso appare una delle immagini più note di Vladimir Ilic Ulijanov, una versione stilizzata di “Lenin sulla Tribuna” di Aleksandr Gerasimov. Il leader comunista sta arringando la folla e sulla copertina appare in un bianco-rosso che non deve lasciare dubbi. O dalla parte della lotta o contro. A seguire Lenin qui sono gli Angelic Upstarts. Se il nome del gruppo è scritto con l’aiuto di simboli operai, il titolo dell’album, “Inni contro la feccia”, ci fa capire quali sono i due schieramenti.

Siamo nel 2001, il socialismo reale è caduto, ma la violenza della rivoluzione bolscevica potrebbe sempre far comodo. A gridarlo per il momento sono dei rozzi musicisti punk inglesi, ma in futuro i loro inni potrebbero fare breccia in molti cuori. A sedici anni di distanza dall’uscita del disco e a cento dalla rivoluzione russa, la copertina di “Anthems Again Scum” appare sincera nella sua semplicità naif. Gli Angelic Upstarts continuano a imperversare tra centri sociali e locali alternativi di mezza Europa. Poco importa se certi ideali sono sempre più anacronistici. La genuinità di certe canzoni resiste all’usura del tempo.
Leonardo Marzorati