Anno d’uscita: 2011
Sito web: http://www.slenderhopes.com/
Simone Carnaghi è un polistrumentista italiano con alle spalle diverse esperienze con band rock-metal come i Pandaemonium e gli Hellbound. La sua avventura musicale inizia nel 1994 quando acquista la sua prima chitarra elettrica, dopo aver ascoltato ed apprezzato da subito la musica delle grandi band hard rock dei mitici anni ’70 e ’80. Successivamente, dopo breve tempo, si dedica in modo professionale anche all’apprendimento della batteria e del basso elettrico. Studia per anni con validi insegnanti in diverse scuole di musica moderna, partecipando anche a vari seminari formativi fra cui Simon Phillips, Steve Smith e Jojo Mayer. Oggi non solo suona e crea progetti musicali, ma ha creato la scuola Rock & Music, dove insegna musica moderna. Nel 2009 Carnaghi crea il progetto Slender Hopes, nel quale suona tutti gli strumenti, elaborando un tessuto sonoro su cui si incastra in maniera perfetta la voce di Giada Bernabè. Nel 2009 il duo così composto realizza il suo primo CD autoprodotto, intitolato semplicemente “Slender Hopes” (“vane speranze”, che sono la base su cui costruire il meglio nella nostra vita), un concept album incentrato sulla figura del Dr. Psycho, ma viene pubblicato successivamente nel 2011. Dal punto di vista musicale, Slender Hopes si muove sui binari di un power carico di strumenti strumentali efficaci e con una parte vocale femminile molto suggestiva. Nell’artwork viene rappresentato proprio il Dr. Psycho, personaggio che non ha avuto una vita facile e che nella sua vita ha commesso diversi errori. Ora cerca di redimersi grazie alla propria forza di volontà, appigliandosi con tutte le sue forze all’obbiettivo di riuscire a realizzare le sue illusioni. Da qui ecco appunto il significato del nome della band, ovvero c’è sempre un appiglio, non bisogna mai mollare di fronte alle difficoltà, di qualunque natura esse siano! La scena dell’artwork si svolge in solaio, un luogo dove siamo soliti accantonare le cose vecchie o le cose che non vorremmo più vedere perchè fanno male al cuore. Però non sono oggetti buttati via, anzi, comunque fanno e faranno parte per sempre della nostra vita e solo quando avremo il coraggio di rivangare il passato riusciremo a guardare il tutto con occhi diversi. Il personaggio, nascondendosi dietro ad una mezza maschera e dietro ad una tenda, osserva una ragazza vestita di bianco, simbolo di purezza, ignara di essere osservata mentre sta rovistando in un baule, da cui escono bambole e una luce di speranza. Le bambole sono da sempre simbolo di fanciullezza, simbolo di ciò che eravamo, anime pure e quindi ecco che ci si ricollega al Dr. Psycho: personaggio che vuole ricominciare da capo, come se tornasse bambino, cancellando così le brutte cose commesse. Altri oggetti che possono rappresentare ciò che era il passato, sono la bicicletta dietro al baule, una vecchia fotografia appesa alla parete, un pezzo di orologio, vecchi libri antichi e il volto di una bambola buttata per terra. In alto, sopra la ragazza, volano due colombe; nella cultura e nella tradizione comune la colomba rappresenta la purezza, la rettitudine e la pace. Niente è lasciato al caso e il tutto è collegato. Dal cristianesimo al mito celtico, la colomba appare come un simbolo di benessere universale, in particolare nel mito giapponese appare come Hachiman, ossia il dio della guerra. Appartiene ad un sodalizio con questa divinità guerriera segnando l’inizio della pace dopo la dura battaglia. Sopra all’ombra di Dr. Psycho appaiono dei rami, pur non essendoci alberi. Che stia a significare una linea di discendenza in un albero genealogico con la fanciulla? Forse il personaggio vuole recuperare il tempo perso con lei, ma lei sarà disposta a perdonarlo? Chi lo sa? Ascoltate l’album intero e forse lo scoprirete!
Antonella “Aeglos” Astori