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“Il Pittore degli Angeli” è un romanzo storico ambientato nella sontuosa Venezia del 1560, e ha tra i suoi protagonisti il celebre pittore Tiziano Vecellio ormai ottantenne. All’inizio del romanzo lo spregiudicato maestro sta aspettando la visita di un misterioso pittore appena giunto a Venezia, Lorenzo, soprannominato “il pittore degli angeli” per la bravura con cui dipinge gli esseri angelici. L’artista si rivelerà essere un giovane diciottenne dal passato altrettanto enigmatico e che stravolgerà la vita artistica e affettiva del vecchio maestro. La copertina mantiene di proposito la figura dell’angelo dell’Annunciazione sulla sinistra in modo da dare continuità con la vecchia copertina della precedente edizione. L’angelo appartiene al Polittico Averoldi, un dipinto a olio su tavola dello stesso Tiziano, databile al 1520-1522 e conservato nella collegiata dei Santi Nazaro e Celso a Brescia. L’uomo sulla destra è invece Tiziano in uno dei suoi due autoritratti, quello del 1562. In questa particolare immagine è riccamente abbigliato con un pellicciotto senza maniche e lo zuccotto di velluto in testa; ha una camicia ricamata, e indossa con orgoglio e ostentazione la catena del cavalierato conferitagli dall’imperatore Carlo V. Il grafico ha unito le due immagini, collocando sullo sfondo una sorta di tela azzurra strappata, come un velo che si squarcia sull’ignoto o, se si vuole, come la tela di un quadro lacerato con un coltello. I colori predominanti sono quelli freddi, quali l’azzurro o il bianco, che comunicano un senso di solennità e di morte, specialmente nelle vesti dell’angelo, nel cartiglio che tiene in mano e nello sfondo. Per contro, Tiziano ha un abbigliamento dove dominano i colori neri, terrosi, del pellicciotto e dello zuccotto. Le due figure sono volutamente sproporzionate tra loro per indicare la grandezza e la potenza spirituale dell’angelo paragonata alla piccolezza dell’essere umano. L’angelo pare irrompere dalla sinistra della copertina, nello stesso modo in cui il trascendente irrompe nella vita del maestro. Ciò avviene in un momento in cui Tiziano Vecellio sta tirando le somme di un’esistenza dove non sempre si è condotto in modo cristallino nei confronti dei rivali pur di fare carriera, e dove ha spadroneggiato sulla sua stessa famiglia. Un momento finale che ciascuno di noi è destinato ad affrontare. Il suo sguardo preoccupato si rivolge verso l’angelo, e ha il viso piuttosto congestionato; si ritrae con un movimento di paura. Per quanto riguarda l’angelo, si tratta di una creatura muscolare e scultorea nei panneggi, tipica degli esseri celesti raffigurati da Tiziano che, in alcune opere, precorreva già il Manierismo. È un presenza ben viva e tangibile che il protagonista del romanzo, a differenza nostra, riesce a vedere. Grafico copertina: Fabio Gialainn.

Cristina M. Cavaliere