Anno di uscita: 1990
Sito Web: http://www.enigmaspace.com
MCMXD a.D. (1990 anno Dominis) è l’album d’esordio degli “Enigma”, progetto musicale tedesco nato nel 1990, dall’idea di una nuova sperimentazione musicale, dove le melodie divengono esperienze sensoriali, percezioni inusuali; dove l’amore e l’odio, si combinano alla gioia e alla tristezza, creando atmosfere ballabili e sensuali nel contempo. Rimane uno dei progetti musicali più importanti degli anni ’90 nel campo della musica elettronica e chill-out. Registrato in soli 8 mesi nell’isola di Ibiza in Spagna, al momento della sua immissione nel mercato salì alle vette delle classifiche musicali di ben venti paesi, dove venne amato e contestato, cosi come era prevedibile all’epoca, in quanto i temi toccati risultavano essere spesso dei tabù. La critica stroncò l’album giudicandolo blasfemo, a causa degli intrecci fra religione e sessualità, tant’è che in alcuni paesi venne proibita la proiezione su MTV, ma ciò nonostante si aggiudicò il disco di platino grazie ai suoi brani freschi e misteriosi. La copertina dell’album fu progettata da J. Zambrysky, fotografo e disegnatore tedesco, che grazie al suo ottimo lavoro si guadagnò anche il progetto delle tre copertine a seguire dello stesso progetto musicale. Si presenta con una grande cornice nera che raccoglie al suo interno l’immagine sfuocata della silhouette di un monaco circondato di luce brillante, preceduto in primo piano da una croce cristiana in basso al centro. Chiaramente l’immagine solenne si confà alle atmosfere mistiche new-age del disco, enfatizzate oltremodo dalle tre citazioni stampate nella terza pagina del booklet di:
1. Blake “Il cammino dell’eccesso porta alla torre della saggezza.”,
2. Freud “Il piacere di soddisfare un istinto selvaggio, indomesticato dall’ego, è incomparabilmente molto più intenso di quello di soddisfare un istinto amoroso. La ragione sta diventando il nemico che ci impedisce di molte possibilità di piacere.”,
3. Padre X (esorcista di Notre Dame) “Se credi alla luce, è a causa dell’oscurità, se credi nella felicità è a causa dell’infelicità e se credi in Dio allora dovrai credere nel diavolo.”
Sacro e profano; simboli pagani che rimandano ai tempi più bui, colori profondi, che sanno di antico e avvolgono l’intera copertina. Dal Nero più buio, al magenta violaceo ecclesiastico della sottile cornice e della grande croce. Dai blu e dai verdi spatolati per definire la collina e il cielo al rosso più purpureo della tonaca del monaco a richiamare il sangue e il sacrificio. Una copertina che veste in maniera assoluta questo disco, che ancora oggi si può definire una perla degli anni ’90. Piccola curiosità: La copertina dell’edizione limitata dello stesso album è identica a quella dell’originale, ma presenta uno sfondo verde anziché nero. E ne nacquero anche un milione di copie con un’immagine olografica del monaco e la croce in alto anziché in basso come progettato dallo stesso Zambrysky.
Silvio Bellomo