Casa editrice: Autoprodotto
Sito web: http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/179941/mariotta-la-quarta-bambina-2/
Quando si pensa alla copertina di un libro, la prima domanda da porsi è: di cosa parla il libro, qual è il tema di fondo? Mariotta la quarta bambina è la storia di un’infanzia cancellata dalla memoria per un trauma subito in anni che dovrebbero essere contraddistinti dall’allegria e dai giochi. La protagonista, Fiammetta, ormai adulta, è perseguitata da una sorta di incubo ricorrente, quello di una bambina che cade dalla trifora di una torre. Non ricorda nient’altro. Al tema dell’infanzia si intreccia il mondo delle fantasticherie, del confine labile e incerto tra immaginazione e realtà. Alla fine del romanzo Mariotta rimarrà nel mondo senza confini della finzione: è esistita questa bambina? Oppure no? Lei stessa sembra volere che il mistero della sua esistenza resti un segreto. Ecco dunque che la fotografia di una bambina che impone il silenzio grazie al gesto del dito sulle labbra chiuse soddisfaceva alla perfezione il mio intento: suggerire l’idea che l’infanzia non è una stagione idillica della vita e che nessuno più dei bambini è attratto dal mistero ed è incline a confondere realtà e finzione. Lo sfondo nero della copertina, perciò, risponde in pieno alla traduzione del mistero e della paura in immagine, mentre i colori delicati della carnagione e dei capelli della bambina sono un ottimo motivo di contrasto con lo sfondo (innocenza contro malignità). Il tono biondo dei capelli è stato ripreso nei caratteri del titolo grazie ai consigli e all’esperienza di un grafico, il prof. Nunzio Garulli, che è stato mio collega all’Istituto d’Arte “Paolo Toschi” di Parma. Senza il suo aiuto avrei fatto ben poco a livello tecnico. Non conosco il nome dell’autore della fotografia perché non era esplicitato sul sito da cui l’ho acquistata ma sembra proprio che mi abbia preceduta sul mio stesso percorso, quello bellissimo dell’infanzia che si traduce in poesia dell’immagine e delle parole. L’immagine è stata presa dal sito http://www.thinkstockphotos.it/image/foto.

Fiammetta ha perduto i ricordi dell’infanzia ed è afflitta da un incubo ricorrente dal quale né il dottor Baum né il marito Nicola sanno liberarla. Scrittore di favole, arguto e comprensivo, Nicola la convince a tornare nella sua città natale con il pretesto di un Premio Letterario alla carriera. Nell’arco di tre giornate, l’ultima delle quali una caldissima e onirica Estate di San Martino, Fiammetta ha un drammatico incontro con Riccardo, un amore dei tempi dell’Università, e recupera parzialmente la memoria: affiorano dal passato le bambine Elisa, Giovanna e Mariotta, il linguaggio cifrato del “PA” , la Torre del Castello sempre chiusa a chiave, il bambino nano e la donna nera. In un gioco pericoloso in cui realtà e fantasia si scambiano le parti, Fiammetta ritroverà se stessa. Forse.
Nadia Bertolani