Anno d’uscita: 2000
Sito web: http://www.placeboworld.co.uk/
Black Market Music è il terzo album dei Placebo pubblicato nel 2000 con l’etichetta Virgin Records, un album di stile alternative rock, contenente il famoso brano “Special K”, il cui il testo allude alla droga, ossia la ketamina, dipendenza da cui Molko non poteva fare a meno. Con la sua voce ed i suoi testi il cantante racconta il suo mondo, la sua intimità e appunto le sue dipendenze. La registrazione dell’album risultò essere molto lunga e laboriosa. “Special K” in Italia venne presentato dal vivo al Festival di Sanremo nel 2001, dove Brian Molko, soprannominato da alcuni il poeta maledetto, spaccò la chitarra dopo l’esibizione, provocando l’indignazione del pubblico. Lo strano oggetto che vediamo in copertina rappresenta un particolare di carillon del 1700: il primo apparecchio costruito per riprodurre motivi musicali solo girando una piccola levetta laterale. I primi iniziarono ad essere costruiti da alcuni artigiani che legavano una ruota al meccanismo che faceva funzionare l’orologio; su questa ruota venivano inseriti appositi pioli che azionavano delle leve in modo da percuotere una serie di campanelle. Ma solo dall’Ottocento in poi si iniziò a produrlo in serie, visto il suo grande successo ottenuto! Il carillon è uno strumento musicale che oggi tutti conosciamo come un piccolo oggetto che, opportunamente caricato, emette una dolce melodia; a volte malinconica, altre volte più allegra (ad esempio, per far dormire i bambini trasmettono una ninna nanna). All’interno del booklet invece troviamo fotografie che ci riportano ad un’epoca molto più vicina, completamente lontana dal soggetto di copertina. Mentre i computer sopravvivono senza problemi al temutissimo “millennium bug”, (per il passaggio di date dal 1999 al 2000) il mercato discografico rischia di crollare a causa dei tantissimi download “illegali”. Il cambio del millennio, in cui le “scatole musicali” diventano i computer, che attraverso internet permettono di accedere al cosiddetto “black market music” (appunto il “mercato nero della musica”). Nella copertina l’oggetto vintage viene illuminato, mentre per il fondo viene usato un nero completo, in modo tale che il carillon venga messo in evidenza e si capisca bene di che cosa si tratti, pur non fotografandolo per intero. Ci aiutano in modo particolare i dettagli, come i puntini in rilievo dai quali lo strumento legge la musica, come se fosse un vero e proprio spartito. La vecchiaia del carillon poi viene trasmessa dal colore ruggine, lasciato logorare nel tempo. Quando si regala un carillon ci si lega per sempre a quella particolare musica, così che riascoltando vecchie melodie, riporterà alla mente momenti e ricordi creduti ormai perduti, e anche piccoli grandi tesori. Come questo disco, uno dei migliori della band.
Antonella “Aeglos” Astori