Anno d’uscita: 1996
Sito web: http://www.placeboworld.co.uk/
“Placebo” è l’album d’esordio della band omonima, pubblicato nel 1996 dalla Delabel. Anticipato dal singolo “Bruise Pristine”, che li fa conoscere al grande pubblico, con questo disco il gruppo ottiene un discreto successo, arrivando persino alla quinta posizione della classifica inglese. I Placebo, in questo lavoro appaiono unici, ambigui, aggressivi, ma soprattutto autentici. Le tematiche dei testi toccano argomenti come droga, depressione e perversioni sessuali. E tutto questo, soprattutto l’ultima voce, lo possiamo leggere nell’artwork dell’album. C’è un bambino triste, che con le mani si tira il viso come per asciugarsi le lacrime, per poter evidenziare al meglio non solo la tristezza, ma anche la disperazione. Le mani sulla faccia storpiano la pelle rendendola deforme come se fosse una maschera di plastilina. L’abbigliamento sembra essere un maglione di pile, molto largo, sicuramente di un adulto, per far capire, a chi ascolta i loro brani, che i loro testi non sono riferiti solo ai piccoli, ma anche ai più grandi. A qualsiasi età si ha bisogno di aiuto in determinate occasioni, non bisogna rinchiudersi in noi stessi, ma occorre aprirsi. È un bimbo che si trova già da piccolo a dover far fronte ai tanti problemi della vita, al terrore che incombe sulla vita di ognuno di noi. Il protagonista che vediamo ritratto si chiama David Fox e all’epoca aveva dodici anni. In effetti dopo questo scatto subirà delle ripercussioni psicologiche per la fama inaspettata e destabilizzante a livello planetario, tant’è che fu intenzionato a citare in giudizio la band per avergli “rovinato” la vita. L’autore della foto è suo cugino Saul Fletcher. Interessante è il contrasto dei colori. Il rosso di ciò che indossa contro un verde acqua del legno dietro di lui che gli fa da sfondo. Il rosso si ritiene sia il secondo colore percepito dai bambini dopo il grigio e chi veste di rosso si fa senz’altro notare. La forza della figura sta proprio al centro, il soggetto sembra quasi voler attirare l’attenzione di chi osserva come se volesse dire: “Ehi! Sono qui e ho bisogno di aiuto!”. È stato anche dimostrato che l’esposizione al rosso accelera i battiti cardiaci e stimola la produzione d’adrenalina, utile in caso di malinconia e depressione. Il verde acqua invece è un colore che riporta al relax, fa riposare la mente, dando un effetto di stabilità. Lo si trova infatti negli ospedali per rassicurare il paziente. Quindi lo sfondo di questa tinta tenue è come se fosse intenzionato a trasmettere che dopo i problemi e le tensioni arriva la calma e ci si può acquietare. Un po’ come se fosse un effetto “placebo”, e qui ci si riconduce al significato del gruppo. Ecco quindi un contrasto veramente azzeccato. Il booklet all’interno presenta un’altra immagine di David e la band è solo ritratta in piccolo. Il resto delle pagine è solo colorato di verde o blu. La ragione di questa scelta è che Brian Molko, il frontman, non voleva che la gente si concentrasse sui testi ma solo sulla musica stessa.
Antonella Aeglos Astori