Anno d’uscita: 1991
Regia: Jonathan Demme
Salvador Dalì e Jonathan Demme sono stati uniti da un’immagine. E non un’immagine qualsiasi, ma da una in quelle locandine cinematografiche rimaste nell’immaginario collettivo: “Il Silenzio Degli Innocenti”. Il capolavoro di Demme, regista che è riuscito a spaziare come pochi altri in tutti i generi della settima arte, non avrebbe molto a che spartire con l’arte surreale del maestro catalano. Eppure quella foto di Jodie Foster con le labbra coperte da un grande insetto porta qualcosa di Dalì. L’insetto è una falena, precisamente una Acherontia Atropos suo nome scientifico, magistralmente elaborata per il film, che il serial killer smascherato da Hannibal Lecter e Clarice Starling inserisce nella gola di una delle sue vittime. Il soprannome di questo insetto è “testa di morto”. Sul lato dorsale del torace si nota una macchia giallognola, con due puntini neri, che riconduce alla forma di un cranio. Il nome “Acherontia” si collega all’Acheronte, uno dei fiumi dell’Inferno che secondo la mitologia greca bisogna attraversare per giungere al regno dei morti. “Atropos” invece deriva dal nome di una delle tre moire greche, Atropo, a cui era assegnato il compito di recidere il filo della vita. Il particolare che porta del surrealismo nella locandina sta sul dorso della farfalla. Si vede infatti un teschio che, una volta ingrandito, mostra sette donne nude che lo compongono. È uno dei giochi ottici che Dalì amava creare. L’opera del pittore, denominata “In Voluptas Mors” è un omaggio al dualismo eros-thanatos, con un forte richiamo al sesso e alla morte, il fil rouge su cui si evolve il film. “Noi desideriamo ciò che vediamo ogni giorno” dice lo psichiatra-cannibale; il desiderio insito nell’uomo, che fa da movente. Una carnale e lussuriosa passione da soddisfare sulle proprie vittime. Un gioco di luci e inquadrature così perfettamente inquietanti che incolleranno lo spettatore alla poltrona per tutto lo scorrere del film. Un capolavoro nel capolavoro, per elevare al meglio una pietra miliare del cinema. Il caso si chiude, la bocca pure. Il silenzio finalmente calerà sopra i ricordi incancellabili della protagonista. La falena che disegna una croce sulle labbra come commemorazione dei morti che finalmente sono stati vendicati. “Bene, Clarice, gli agnelli hanno smesso di gridare?”.
Leonardo Marzorati & Sara “Shifter” Pellucchi